I custodi dei segreti del Baccalà: La Confraternita del Baccalà alla Vicentina 

 

Gli anni Ottanta, con l’invasione delle paninoteche in stile statunitense e la moda dei paninari, hanno segnato un cambiamento nelle abitudini gastronomiche degli italiani; nello stesso periodo, però, c’è stato un fiorire di gruppi per la riscoperta e la difesa della tradizione gastronomica del nostro paese. Un esempio è la Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina, nata a Sandrigo (VI) per volontà dell’avvocato Michele Benetazzo nel 1987. La Confraternita del Baccalà alla vicentina da subito ebbe modo di coinvolgere molte persone, vicentine e non, per difendere la qualità e le tradizioni della cucina locale. Tra gli scopi della Venerabile Confraternita del baccalà alla vicentina, in primis c’è la stesura della ricetta originale del baccalà alla vicentina; altri obiettivi sono la ricerca dei locali nei quali viene servita questa pietanza cucinata con tutti i crismi, la consegna di attestati di riconoscimento ai ristoratori più meritevoli, la creazione di una rete di relazioni nazionali e internazionali con quanti hanno nella propria tradizione gastronomica lo stoccafisso e l’avvio di una ricerca storica sulle antiche ricette legate al baccalà e al suo commercio nei secoli.

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Dalla sua nascita, la Confraternita non ha mai smesso di ricercare la perfezione e l’autenticità del piatto, anche con l’aiuto di gastronomi, enologi e cuochi per trovare gli abbinamenti perfetti.

Nel 2007 la Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina ha ripercorso il viaggio del Querini (l’uomo che ci ha fatto scoprire il baccalà, del quale ti parlerò in un prossimo post) da Venezia a Røst con il due alberi Mandrake II, in occasione del ventennale dell’Associazione.

Nel 2012, per celebrare il suo primo quarto di secolo di attività in favore della salvaguardia e della diffusione di uno dei piatti più caratteristici della tradizione italiana, ha realizzato il percorso inverso, da Røst a Venezia, utilizzando una fra le più conosciute vetture italiane: una Fiat 500 di color “giallo confraternita”. Il percorso è stato ricostruito in base al diario di Pietro Querini, e la via percorsa è stata ribattezzata via Querinissima, sintesi dei nomi Querini e Serenissima.

L’itinerario è diventato occasione per sollecitare contatti con le comunità italiane locali, per avviare scambi e collaborazioni turistiche, culturali, gastronomiche e commerciali, che convergeranno nel Forum Europeo del Baccalà, che terrà le sue riunioni periodiche nelle località interessate dal percorso. Il progetto prevede l’inserimento della via Querinissima nel programma European Cultural Routes.

 

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La Venerabile Confraternita del Baccalà alla vicentina, oltre a promuovere gite sociali e di formazione, ad esempio alle isole Lofoten nella Norvegia del Nord, ha in qualche modo aiutato a incrementare il turismo nel suo territorio di appartenenza. Anche grazie alla Confraternita del baccalà alla vicentina questa pietanza è stata riconosciuta nel circuito Eurofir (associazione internazionale per l’informazione alimentare in Europa) come uno dei cinque piatti della tradizione gastronomica italiana.

Nel 2017 le Poste Italiane, per celebrare il trentennale della fondazione della Confraternita del Baccalà alla vicentina, hanno emesso un francobollo dedicato al piatto.

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Gioia – Salute – Prosperità

fima di Michele Leone

 

 

 

 

 

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Le immagini sono state fornite dalla Confraternita