Caro Pan, la preghiera del filosofo come augurio

Ho trovato una preghiera sotto l’albero: Caro Pan

 

Caro Pan, non è l’incipit di una lettera che ho scritto ad una delle divinità a me più care dell’Olimpo, ma è l’incipit della così detta preghiera del filosofo posta a conclusione del Fedro di Platone (279 B4 – C8).

Qui sotto una delle traduzioni della preghiera a Pan:

Socrate – O caro Pan, e voi altri dèi che dimorate in questo splendido posto! Concedetemi di diventare bello dentro, e che tutto ciò che ho di fuori sia in armonia con quello che mi porto dentro! Che possa stimare ricco il saggio, e che possa avere a disposizione tanto oro quanto nessun altro potrebbe prendersi e portarsi via, se non il temperante (chi ha il controllo di sé [sophron])! Abbiamo bisogno di chiedere altro, o Fedro? Per quanto mi riguarda, ho pregato nella giusta misura.

Fedro: Fa’ questo augurio anche per me; le cose degli amici sono comuni.

Socrate: Andiamo!

(Platone, Fedro, 279 B4 – C8)

 

Non sta a me commentare questa preghiera, almeno in questa sede. Oggi, caro Pan, vuole essere solo l’augurio, l’auspicio che tu possa trovare il tesoro più grande di tutti.

Caro Pan, e voi altri dèi, concedetemi di camminare verso la luce dell’oro filosofale e di non essere avaro con i piccoli o grandi doni che Natura vorrà farmi trovare sulla Via.

Di Pan, Dioniso ed Hermes tornerò a parlare più approfonditamente in alcuni prossimi articoli,  partiremo da Platone e dalla filosofia per parlare di Thout (Thoth -Tut) e soprattutto affrontare un lungo viaggio nel quale ripercorreremo la storia delle idee delle correnti ermetiche, delle dottrine sacre e della magia. Un viaggio, come ci ricorda Caro Pan, che senza la bellezza interiore e il controllo e conoscenza di sé è un viaggio inutile se non dannoso.

Prima di salutarti in questo giorno di festa ti consiglio un libro: James Hillmann, Saggio su Pan, Adelphi, Milano 201820. Se invece preferisci un breve video sul Fedro di Platone puoi cliccare qui.

       Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

 

Potrebbe interessarti:Il discorso segreto di Ermete Trismegisto

 

 

Photo by Dominik Scythe on Unsplash

2 Commenti

  1. Avatar
    Giovanni 01/01/2020 al 23:15 - Rispondi

    Caro Michele, a proposito del Saggio su Pan, dove si evidenzia, assai interessantemente, il fatto che noi europei, per una sorta di influenza genetica dovremmo trovare ristoro ai nostri affanni e angosce nell’ Ellenismo, che influenza può avere il nostro patrimonio genetico sulla creazione, come cittadini, di una società giusta, equa e quant’altro?
    Buon anno.

    • Michele
      Michele 02/01/2020 al 09:09 - Rispondi

      Caro Giovanni, il nostro patrimonio culturale, quasi genetico come lo definisci, potrebbe essere l’ancora di salvezza di un Occidente ormai morente. Se ritornassimo a pensare e sentire anziché muoverci come automi probabilmente renderemmo più umana e giusta la nostra società.

Scrivi un commento