I membri dell’Unione Italiana sono pronti alla rivoluzione per conquistare la libertà

 

In questo periodo l’Italia appare più disunita del solito, basti vedere le carte multicolore del Nostro Paese, mi è tornata alla memoria l’Unione Italiana (detta anche Unità Italiana), “piccola” società segreta del secolo XIX della nostra era, visse la vita d’una farfalla.

L’Unione Italia è stata una delle molteplici società segrete sorte in Italia nel “Secolo d’oro delle cospirazioni”© (29 giugno 1797, data di nascita della Repubblica Cisalpina – 17 marzo 1861 proclamazione della nascita del Regno d’Italia). Vedremo che l’Unione Italiana è “figlia” della Giovane Italia e della Carboneria, agli aspetti iniziatico spirituali di molte società segrete e scuole iniziatiche preferisce per vocazione l’azione, la rivoluzione, la lotta armata si sarebbe detto negli anni Settanta del secolo scorso.

Fondatore e presiedente dell’Unione Italiana è stato Luigi Settembrini, con lui si ricordano Filippo Agresti, Cesare Braico, Silvio Spaventa, Emilio Maffei (sacerdote). Secondo alcuni, grazie al Settembrini, l’Unione Italiana avrebbe potuto avere un circolo a Malta.

In questo articolo, anche per non renderlo troppo lungo, ti riporto i Regolamenti / Statuti dell’Unione Italiana senza commento. Il commento e una storia più dettaglia dell’Unione Italiana sarà oggetto di un lavoro a sé stante.

 

 

Regolamenti dell’Unione italiana

Salute e Libertà

 

  1. La società dell’Unione, Italiana è la medesima che la Carboneria e la Giovine Italia. Essa ha lo scopo di liberare l’Italia dalla tirannide interna de’ Principi e da ogni potenza straniera, di unirla e di renderla forte ed indipendente, rinettandola di ogni parte eterogenea e contraria a questo scopo.
  2. I mezzi sono intellettuali e materiali, cioè le cognizioni, le armi, il danaro.
  3. La società è composta di circoli, ossia radunate non maggiori di quaranta persone. Ogni circolo è composto così: un presidente, un consiglio di due o di quattro membri, un maestro, un questore, e gli iscritti che si dicono uniti.
  4. I circoli sono di cinque specie: 1. il Gran Consiglio – 2. i Circoli generali – 3. i Provinciali- 4. i Distrettuali – 5. i Comunali. I circoli saranno concentrici per modo che i membri del consiglio di un circolo sono Presidenti un circolo uguale o inferiore.
  5. I componenti di questa società banno tre gradi: 1. gli uniti che sono i semplici iscritti; 2. gli unitari, che sono i presidenti ed i consiglieri dei circoli; 3; i grandi unitari, che sono i membri del Gran Consiglio, i quali sanno l’ultimo scopo e gli ultimi mezzi. Onde vi saranno tre motti: gli uniti ne conosceranno uno, gli unitari due, i grandi unitari tre. Vi sono ancora i delegati straordinari, che banno istruzioni particolari dal Gran Consiglio, e possono visitare, ordinare, correggere, presedere tutti circoli.
  6. Il Gran Consiglio, supremo ed assoluto regolatore della società, è composto di sette grandi unitari: i presidenti dei circoli generali sono anch’essi grandi unitari e membri straordinari dei gran consiglio. Esso comanda quello che si dee fare, e deve essere ciecamente e subitamente ubbidito.
  7. I circoli generali sono otto, in Roma, Torino, Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Palermo, Cagliari, e sono preseduti da un grande unitario, il quale si sceglie un consiglio di unitari che saranno presidenti di altri circoli forma li e stabiliti da essi.
  8. I circoli provinciali saranno tanti, quante sono le provincie di ciascuno Stato: i distrettuali e i comunali sono anche determinali dalle presenti divisioni territoriali
  9. Se in una città sono pili circoli, saranno secondo la loro antichità distinti con numeri d’ordine, 1°, 2°, 3° ecc., ma vi sarà un solo consiglio, formato dai rispettivi presidenti: e questo consiglio tratterà gli affari dello stato, della provincia, del distretto; sicché tutti formeranno un sol circolo di molte membra. Un unitario può essere presidente di più circoli, ma non può unirli.
  10. Il circolo si radunerà in casa del presidente quanto più spesso si può, almeno due volte al mese. In esso non si parlerà di altro che di trovare i mezzi pel grande scopo; si cercherà di sapere e di discutere le operazioni dei Governi interni ed esterni. Ognuno potrà chiedere la parola al presidente: e se vi sarà qualche gran proposta approvata dal consiglio, si farà sapere per mezzo del presidente, o di un delegato, al circolo provinciale, e questo la farà sapere al gran consiglio. Nel circolo ancora si cercherà di scrutinare coloro che dovranno unirsi. Il maestro (che deve essere unitario e scelto a questo ufficio dal presidente), farà breve discorso spiegando i doveri della società, la santità dello scopo, e si accomoderà alla intelligenza degli uditori: egli ha un grande uffizio, e deve essere un uomo di merito. Nel circolo scompare ogni legame di amicizia o di parentela, e dev’essere soltanto fraterna subordinazione.
  11. In fine ogni tornata il questore (che il presidente sceglierà tra gli uniti) anelerà attorno raccogliendo le offerte in una gran borsa, nella quale ognuno segretamente porrà quello che vorrà: bella è la moneta di rame gettatavi dall’artigiano, come la dobla gettatavi dal ricco. Si conterà il danaro raccolto, se ne scriverà la somma dal presidente, si serberà dal questore per spenderlo, secondo ordinerà il consiglio. Ogni due mesi una metà del supero resterà nella cassa del circolo, l’altra metà il presidente la manderà al circolo superiore, e di mano in mano al gran consiglio, nel quale si deliberano i grandi affari e bisognano i grandi mezzi.
  12. Le spese debbono essere sempre giustificale, non si faranno a capriccio, ma per disposizione del consiglio o per comando del gran consiglio. Se un circolo inferiore ha bisogno di danari, può chiederne ad un altro, e questo non può negarli se li ha.
  13. I soli unitari possono ammettere persone nella società: gli uniti possono solamente indicarle e proporle. Prima di unire una persona bisogna prendere stretto conto della sua vita passata, della famiglia cui ·appartiene, della educazione avuta, degli amici che ha. Non saranno ammessi giammai gli ex-gesuiti, gli appartenenti alla Polizia, i ladri, i falsari, gl’infami. Si curerà di unire soprattutto i militari, di onorarli con ogni distinzione. Essi potranno far parte dei circoli cittadini, o potranno stabilirne altri nei Reggimenti, e secondo i loro gradi saranno riconosciuti e si metteranno in relazione con i circoli dei paesi dove andranno. Si ammetteranno gli artigiani e gli altri popolani: saranno istruiti accuratamente, se ne farà qualcuno unitario, affinché formi un suo circolo, dove i gentiluomini cureranno d’intervenirvi come membri del consiglio, per guidarli, ammaestrarli, consigliarli.
  14. Prima di unire una persona, l’unitario farà alcune prove per conoscere se sa ubbidire e serbare il segreto. Queste prove saranno create dalla sua prudenza. Poiché lo avrà sperimentato, gli farà prestare il giuramento, gli darà il motto, il segno, la medaglia.
  15. Il giuramento si presterà al presidente, all’unitario, o al delegato: si terrà innanzi un libro del Vangelo, un Crocifisso, ed un pugnale, dicendo queste parole: “Nel nome Santissimo di Dio Uno e Trino, e nel sacro nome d’Italia, io giuro che questa è la mia credenza, questo il mio esempio, questa la mia arma. Giuro di usare tutte le mie forze per liberare l’Italia da ogni oppressione interna ed esterna: e se per costruire il grande edificio della sua unione ne bisognasse il mio capo, io lo metterò come pietra del grande edificio. Giuro di tacere sempre e di non dire i nomi dei componenti il mio circolo, neanche a quelli di un altro circolo: giuro di ubbidire ciecamente a quello mi verrà comandalo. E se manco al mio giuramento, questo libro mi accusi, questo Dio mi condanni, e tu, o fratello, feriscimi con questo pugnale”.
  16. Ogni unito che ha dato prove d’ingegno e di affezione alla causa, può esser fatto unitario dal consiglio del circolo, ed avrà il secondo motto e le seconde istruzioni. I grandi unitari sono creati dal gran consiglio.
  17. Due sono i doveri di tutti i componenti la società: silenzio stretto e ubbidienza cieca ai superiori. La violazione di questi doveri è punita con la seconda pena. Il consiglio è giudice del circolo; nei gravi affari bisogna avere l’approvazione del Gran Consiglio.
  18. Ogni componente ha dritto di essere soccorso ed aiutalo dal circolo suo e da tutti gli altri. Se è incarcerato per causa di libertà, deve essere difeso e protetto da tutti: se è ammalalo; deve essere curato: se muore, la sua famiglia sarà convenevolmente soccorsa, i figliuoli allogali ed educati, le figliuole dotate: si avrà cura speciale delle famiglie dei militari.
  19. Ogni tre mesi il presidente del circolo è obbligato di mandare al presidente del circolo superiore, e questi di mano in mano sino al gran consiglio, la nota di tutti i componenti del suo circolo, scrivendone i nomi con caratteri convenzionali, e dichiarando l’abilità di ciascuno, l’età, l’ingegno, le fortune, il carattere, il potere, le relazioni e quanto potrebbe essere utile alla causa; acciocché il gran consiglio conosca le forze di tutta la società e possa comandare quello si dee fare.
  20. Tra i componenti la società non vi debbono essere private inimicizie: e se vi sono, il presidente ed il maestro dovranno farle cessare.
  21. Non si potrà unire un impiegato, se prima non giurerà di fare quello che gli sarà comandato e di regolarsi secondo gli sarà detto dal consiglio. Né si potrà ammettere un impiegato se prima non ha ben capito questo dovere.
  22. Qualunque dubbio nascerà nella esecuzione di quelle istruzioni, sarà sciolto dal presidente che sa le istruzioni seconde.

 

La divisa Salute e Libertà dell’Unione Italiana ed il nome stesso di questa società segreta potrebbero sembrare estremamente attuali, in un momento in cui a livello globale sembrano mancare entrambe. Valori come libertà, uguaglianza, giustizia sociale, lotta alla tirannide e assolvimento responsabile dei propri doveri tornano, o dovrebbero tornare, attuali nelle riflessioni di ognuno. Lo studio delle società segrete e delle scuole iniziatiche dovrebbe riportare ognuno di noi ad una riflessione sui diritti  cui rinunciamo con troppa facilità in nome di una non meglio definita sicurezza, dovrebbe spingerci a riflettere sull’omologazione alla quale ci sottoponiamo volontariamente in nome di un aberrante politicamente corretto, in nome di un’ipocrita rispetto delle diversità ed in fine dovrebbe spingerci a rinunciare alla lobotomizzante assuefazione da reality show e tv spazzatura a favore di qualche intrattenimento che sia in grado di generare sinapsi ed emozioni più evolute di quelle di una ameba (con tutto il rispetto per le amebe che svolgono alla perfezione la loro funzione naturale).

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In ultimo, e fuor di retorica pseudo romantica, se è vero che l’Italia è stata fatta e gli italiani sono ancora da fare, lo studio delle società segrete, delle sette, dei movimenti cospirativi potrebbe aiutare questa operazione, gli italiani dalle Alpi al Salento sono stati settari e rivoluzionari assetati di libertà contro la tirannide autoctona e straniera. I Tiranni, i Duce più o meno manifesti dovrebbero guardare alla storia di queste associazioni per conoscere cosa può fare un popolo deriso, umiliato, affamato e non ricadere negli errori dei loro predecessori.

Mi taccio

      Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

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Fonti

Decisione della Gran Corte speciale di Napoli nella causa della setta l’Unità Italiana, Napoli 1851;

Atto di Accusa nella Causa della setta L’Unità Italiana ed altri reati politici commessi in provincia di Basilicata, Potenza 1853.