Minuta sul tronco della Vedova o sacco della beneficenza
Perché si chiama Tronco della Vedova Dopo quanto asserito all’inizio di questa minuta, non sta a me dire da che parte pende la bilancia, neanche in questa sede approfondire aspetti esoterici o filosofici[4], il mio interesse è nei gesti legati al passaggio del Tronco della Vedova durante la chiusura dei Lavori.[5] La domanda fondante è la seguente: la mano dopo essere stata introdotta nel tronco della Vedova ne deve uscire chiusa o aperta? Va ritirata chiusa, tra gli altri motivi perché dallo stesso in caso di difficoltà (materiale o spirituale) è possibile prendere. Gioia – Salute – Prosperità Se questo articolo ti è piaciuto, se ami i Simboli, puoi sostenere le mie ricerche su Patreon. immagine presa dalla rete [1] Negli Statuti di Napoli 1820 si parla di sacco della vedova o tronco della beneficenza. [2] Cfr. Plutarco, Iside e Osiride [3] L’obolo della vedova: E sedutosi di fronte al tesoro(Gesù), osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. Marco 12, 41 e ss. [4] Per approfondire “consiglio” tra gli altri, alcuni autori: a) Irène Mainguy b) Oswald Wirth c) Umberto Gorel Porciatti d) Gennaro Vitalone e) Jules Boucher. [5] Per i Liberi Muratori il passaggio del tronco della Vedova o sacco della beneficenza è così importante che nessun incontro può ritenersi valido e regolare se questo non circola.





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