San Colombano e il ponte del diavolo di Bobbio

 

Oggi, partiamo alla scoperta del ponte del diavolo di Bobbio (Piacenza) per continuare il «censimento» dei ponti del diavolo.

Prima di scoprire la leggenda del ponte del diavolo di Bobbio vediamo alcune interessanti curiosità.

Bobbio è un piccolo, splendido, scrigno di tesori e bellezza. Se i primi insediamenti posso essere fatti risalire al neolitico, è con san Colombano che si identifica la storia di questa cittadina. Nel 614 della nostra era san Colombano fonda l’Abbazia che diviene un punto di riferimento europeo soprattutto per il suo Scriptorium, è considerata la Montecassino del Nord. A san Colombano è attribuita, questa volta in modo leggendario, la creazione del ponte Gobbo detto anche ponte del Diavolo. 

Volendo, è possibile visitare l’abbazia ed il museo ad essa connesso. Nelle sale che furono lo Scriptorium, tra le altre cose, oggi è possibile ammirare un altare di Diana, la teca d’avorio siriaco-palestinese (III – IV secolo), rappresenta Orfeo intento a suonare la lira attorniato da un moltitudine di animali e la grande idra di alabastro (III-IV secolo), donata al monastero probabilmente dal Papa Onorio I.

Narra la leggenda che san Colombano non riuscisse ad attraversare il fiume Trebbia per portare avanti la sua missione di evangelizzazione a causa delle continue piene. Un giorno si presentò il diavolo in persona, si offrì di costruire un ponte in cambio dell’anima del primo essere mortale che lo avrebbe attraversato. San Colombano accettò la proposta, il diavolo arrivò con altri diavoli aiutanti e in una sola notte costruì il ponte. Qui le leggende sulla costruzione del ponte del diavolo di Bobbio si differenziano: secondo alcuni, dal momento che i diavoli non erano tutti della stessa altezza, costruirono arcate con altezze diverse, rendendo il ponte gobbo. Secondo altri, al mattino il ponte era perfetto. San Colombano mandò un cane – malato e sofferente – ad attraversarlo (in altre versioni un asino, o addirittura un orso). Il diavolo, per la rabbia di essere stato giocato, tirò un calcio al ponte, che da allora rimase gobbo, e se ne tornò all’inferno.

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Si vocifera che all’interno della cripta della chiesa di san Colombano ci siano le «impronte / orme» del cane mandato ad attraversare il ponte del diavolo di Bobbio.

Il ponte del diavolo di Bobbio oggi è uno dei simboli della cittadina, puoi attraversarlo a piedi seguendo il saliscendi delle undici campate irregolari. Si è arrivati a undici campate a seguito dei lavori compiuti nel XVII secolo e iniziati intorno al 1590 sul progetto di maestro Magnano da Parma.

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fima di Michele Leone