L’antica ricetta per preparare l’acqua di Noce

La scorsa settimana ti ho parlato di Marie Fouquet e del suo libro dei rimedi o segreti, oggi ti riporto una ricetta, quasi una panacea: l’acqua di noce.

 

Dell’acqua di noce

 

L’acqua di noce, poiché da alcuni viene chiamata fonte di vita occuperà qui a ragione in primo luogo, ed in effetti le di lei proprietà sono così salutari, e meravigliose, ch’io non posso far di meno non porle per prime acciocché maggiormente nasca in voi il desiderio d’intraprenderne la composizione; le seguenti dunque sono.

 

Le proprietà dell’acqua di noce

 

Primariamente è ottima per il mal di stomaco, particolarmente quando proviene da crudenza o indigestione. La si utilizza come rimedio o per prevenire il mal di stomaco quando possibile. Se ne deve prendere una cucchiaiata con un po’ di zucchero la mattina a digiuno una o due volte a settimana al massimo, per le due ore successive l’assunzione non bisogna né bere né mangiare.

Vale per sanare gli accidenti della febbre prendendone un mezzo bicchiere con altrettanta acqua rosa mezzora prima dell’ascesso.

Per preservarsi dalla peste o aria infetta se ne deve prendere una cucchiaiata a digiuno ogni mattina, mescolandovi, se si vuole, un po’ di zucchero.

Giova grandemente all’Jdropisia (oggi chiamata anasarca), e particolarmente per quella specie chiamata anasarca, la quale è universale. Deve prendere il paziente per ordinario due cucchiaiate con altrettanto vino bianco misturato assieme, la mattina a digiuno o in qual si voglia altro tempo, purché siano due o tre ore, che non abbia preso cosa alcuna (non abbia mangiato): continuare per otto giorni consecutivi. Si deve per tutto ciò aver riguardo delle forze del malato, perché se è troppo debole, bisogna dargliene di meno, e non continuare per tanto tempo, oppure interrompere per qualche giorno la somministrazione all’interno degli otto giorni.

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*Coloro, che temono, oppure che attualmente si trovano gravati dalla pietra; prendano il peso di una dramma (antica unità di peso 1 Dramma = 54,7 grani = 3,545 grammi) di Rabarbaro in polvere e lo mettano in infusione in un bicchierino di quest’acqua entro una caraffa di caraffa di vetro appena fa sera, lo facciano scaldar un poco, chiusa, prima, molto bene la caraffa, lo lascino così sino alla mattina; allora lo colino con un panno assai fine, spremendo molto bene il rabarbaro; poi bevano il tutto prendendo tre ore dopo un brodo. Ciò farà urinare una gran quantità di pietre e di sabbia. Ma bisogna prenderla con un po’ di zucchero. Ella conserva sempre in appetito, che se si prenderà la mattina con un po’ di vino bianco, o un puglillo di zucchero dentro; tre detti della detta acqua guaritrice, guariscono, il mal caduco, ed ogni forte mal di testa. Ogni volta che si prende questo preparato, bisogna esser a digiuno e non mangiare per tre ore.

Notate che ha questa proprietà meravigliosa: non si rovina mai se la caraffa dove è conservata è ben chiusa.

 

Del modo di Preparare l’acqua di noce

 

Prendete quella quantità di noci che vorrete così come le trovate sugli alberi alla fine del mese di maggio o al più tardi al principio di giugno. Pesatele, e tenete nota del peso; pestatele in un mortaio di pietra, dopo distillatela a fuoco lento, conservate l’acqua che ne uscirà in una caraffa di vetro; mettetevi un po’ di cannella e del sandalo citrino a vostra discrezione e in proporzione dell’acqua e chiudete bene la caraffa.

Intorno al 15 di giugno prendete la stessa quantità di noci che avevate preso la volta precedente, pestatele come le altre, aggiungetevi la prima acqua distillata che era conservata nella caraffa, quando il tutto sarà ben misturato e uniforme distillatelo con lo stesso vaso usato in precedenza e conservate in un vaso di vetro questa seconda distillazione.

Finalmente il 10 di luglio prenderete la stessa quantità di noci delle volte precedenti; pestatele nel mortaio di pietra e aggiungete l’acqua distillata ottenuta dalle due precedenti distillazioni. Quando il tutto sarà ben amalgamato distillate di nuovo a fuoco lento nel medesimo vaso o alambicco. Metterete quest’ultima acqua in una o due caraffe di vetro ben chiuse e le esporrete al sole per quindici giorni o tre settimane, poi conservatela e usatela al bisogno.

 

Spero che questa antica ricetta sia stata di tuo interesse. Questo articolo non è attendibile dal punto di vista medico o scientifico, ma riporta solo un rimedio della tradizione. La prossima primavera però proverò questa distillazione se trovo degli alberi di noce dalle mie parti e ti farò sapere se sopravvivo :).

L’acqua di noce sembra un rimedio portentoso e forse lo è stato, se non per tutte, almeno per alcune delle malattie indicate da Marie Fouquet.

Ora vado, a presto

     Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

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Foto Photo by Luca Volpe on Unsplash