Olympe de Gouges: Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, settembre 1791
La rivoluzione francese, come tutte le rivoluzioni, si è nutrita di sangue, spesso, anche del sangue dei suoi propri figli. Alle volte il sangue versato rende più forte l’albero delle libertà e delle idee. Nemesi percorre la storia indifferente agli accadimenti e presto o tardi torna per equilibrare quanto non è in equilibrio.
Il 3 novembre 1793 viene giustiziata a Parigi, da quei rivoluzionari portatori di terrore che a loro volta verranno giustiziati, Olympe de Gouges pseudonimo di Marie Gouze. Di lei si è detto che fosse una libertina, quasi una prostituta, che fosse analfabeta e qualcuno le dettasse i suoi scritti, che avrebbe dovuto stare a casa al posto di occuparsi di politica e tutta una collezione di giudizi non certo positivi.
Certo Olympe non era una donna che tramava nelle camere da letto come era uso nell’ancien régime, la sua arma era la parola, scritta o detta.
Uomo, sei capace di essere giusto? È una donna che ti pone questa domanda; non le toglierai almeno questo diritto.
Dimmi: “Chi ti ha dato il dominio sovrano di opprimere il mio sesso? La tua forza? I tuoi talenti?
[…]Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna, sono le uniche cause di malessere pubblico e della corruzione dei governi, esse hanno deciso di esporre in una dichiarazione solenne, i diritti naturali inalienabili e sacri della donna, di modo che tale dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri della società, ricordi continuamente ad essi i loro diritti e i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere comparati in ogni momento con le finalità di qualsiasi istituzione politica, ne escano maggiormente rispettati, affinché le rivendicazioni dei cittadini, fondate ormai su principi semplici e incontestabili, siano sempre orientate verso il mantenimento della costituzione, della morale e del benessere di tutti.
[…]
Se tentare di dare al mio sesso una onorevole e giusta considerazione è considerato ora un paradosso da parte mia e come una missione impossibile, lascio agli uomini che verranno la gloria di trattare questo argomento; ma nell’attesa possiamo preparare il terreno attraverso l’educazione nazionale, il rinnovamento della morale e gli accordi tra gli sposi.
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Queste sono le parole poste al principio ed alla fine della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, sono passati 225 anni (la dichiarazione è stata pubblicata nel settembre 1791), alla rivoluzione è seguito Napoleone ecc. ma quanti o quante anche tra i più accessi difensori delle donne e propugnatori delle libertà e dei diritti si ricordano di questo documento di Olympe de Gouges? Oggi nel nostro povero paese, infelice Ausonia, basta dire Sindaca o Ministra per avere il cuore in pace e sentirsi parte di un grande movimento di rivoluzione culturale verso i diritti delle donne. In questo coacervo di ipocrisia, finta innocenza e pecore guidate da nessun pastore sorrido della bassezza in cui siamo caduti. Sarebbe forse il caso di finirla di parlare di uomini e donne, almeno nel diritto, nel lavoro, nelle rivoluzioni ecc. ed iniziare a parlare di persona! Certo i diritti della donna sono fondamentali, ma dovrebbe esser superato il dibattito tra uomo e donna, eppure solo qualche anno or sono di parlava di quote rosa nel nostro paese. Se domani vorremo delle generazioni di persone migliori, allora insegniamo loro la Bellezza, la Filosofia, il Latino, la Geometria, insegniamo loro a PENSARE CON LA LORO TESTA! Questo è il messaggio di millenni di cospirazioni da parte delle segrete società e di tante rivoluzioni. Diamo loro la possibilità di scegliere e non perché sono donne o uomini ma in quanto esseri umani dotati di intelligenza e coscienza.
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Ah sono andato fuori tema? Non ho parlato di rivoluzione, dei club parigini, dei giacobini o riportato la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina? Poco importa, sarà per un prossimo articolo…
Gioia – Salute – Prosperità
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