Una leggenda svizzera: Il diavolo e la campana

 

Di storie, storielle e storiacce sul diavolo vene sono moltissime. Raccontarle può essere utile come passatempo o per un’indagine sull’immaginario di un’epoca o di una regione geografica. Spesso il diavolo non fa una bella figura, solitamente è un povero diavolo. È il caso de il diavolo e la campana. Questa storia è stata pubblicata nel 1899 da Maria Savi-Lopez.

«Un’altra leggenda svizzera dice di un piccolissimo villaggio, formato da povere case di pastori, il quale si trovava in alta regione alpina a qualche distanza da una cappella, ove nei giorni di festa essi si raccoglievano per assistere alle funzioni religiose; ma la cappella era senza campana, e per tema di andarvi con ritardo, i pastori salivano prestissimo lassù ed aspettando che avesse principio la Messa, pregavano insieme devotamente. Una mattina mentre andavano, come era loro costume, verso la cappella, incontrarono per via un signore dall’aspetto imponente, il quale senza mostrare ombra di superbia, cominciò a discorrere piacevolmente e finì col prometter ai buoni alpigiani che nel venturo anno sarebbe tornato per vederli, portando un bel regalo. 

Un anno passò ed i pastori delle Alpi erano di nuovo sugli alti pascoli, quando gli abitanti del villaggio, videro apparire il ricco signore, che mantenendo la sua promessa, regalò a quella buona gente una campana per la cappella. Si può intendere quale fu la gioia dei pastori nel sentirne i rintocchi, e per mostrare al cortese signore la loro riconoscenza lo colmarono di doni, portandogli latte, burro, formaggio e capretti; ma egli non volle accettare quanto gli veniva offerto, dicendo che gli bastava avere l’affetto dei pastori. 

Nel giorno seguente gli abitanti del villaggio si avviarono verso la cappella portando la campana con ogni cura per collocarla nel campanile. Era in loro compagnia un buon vecchio il quale aveva fama di santità, quando incontrarono di nuovo l’incognito e benefico signore che si trovava sulla strada. Il vecchio nel vederlo gli fece molte lodi per la sua generosità, ringraziandolo del dono, poi avendo finalmente indovinato chi era colui gli disse: «Ti conosco; sei lo spirito del male. Ora dimmi perché ci hai fatto dono della campana».

Il diavolo costretto da una forza soprannaturale a dare pronta risposta al buon vecchio, disse subito la verità, confessando che aveva portato la campana purché 

gli alpigiani nell’aspettare che sonasse per chiamarli alle funzioni religiose, non si sarebbero avviati così presto come prima facevano verso la cappella ed avrebbero pregato meno. Quando ebbe detto quelle parole egli sparì, ma la campana rimase ai buoni alpigiani che la collocarono nel piccolo campanile, e di certo continuarono ad avere il pio costume di pregare a lungo, onde rendere inutili le male arti ed i perfidi desideri del diavolo». 

Nelle prossime settimane ti racconterò altre storie che hanno come protagonista il diavolo, come, ad esempio, i ponti che prendono da lui il nome.

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