Socrate la Maieutica e i Muratori

La sera devo smetterla con la peperonata, Porfirio e il porto

C’era una volta, tantissimo tempo fa, un bambino figlio di una levatrice. Questo bambino si chiamava Socrate. La mamma di Socrate non perdeva occasione per raccontare al piccolo, innamorato di una bambina dell’asilo di Atene dal nome di Sophia, quanto fosse bello far nascere bambini. Mentre Socrate cresceva pensava che forse più che farli nascere gli farebbe piaciuto partecipare alla procreazione, possibilmente con Sophia che nel frattempo era diventata una bella ragazza. Però il giovane Socrate, se aveva imparato tutto sulla maieutica sino ad esserne ossessionato, dimenticava che più che fare all’amore probabilmente sarebbe stato oggetto d’amore (di qualche vecchio Filosofo). Ma se della Mamma di Socrate un po’ tutti hanno sentito parlare (è noto che la mamma è sempre certa) del papà se ne sa meno. Non che fosse un cattivo uomo, ma diciamo che per la ruvidezza del suo carattere era meno interessante di mamma Maieutica. Eppure <<Socrate non cessava di parlare mai né del padre come di un lavoratore della pietra né della madre come di una levatrice>>. Qualcuno vuole che lo stesso Socrate fosse un lavoratore della pietra, questo qualcuno è Porfirio come ci tramanda Cirillo che a sua volta scriveva Contro Giuliano, e l’essere un operaio della pietra e l’esercitare questo mestiere <<non gli fu di nessun impedimento sulla via della sapienza>>. Porfirio prosegue dicendo che se avesse fatto lo scultore sarebbe stata una cosa buona perché la scultura è un’arte pulita (forse Porfirio non ha mai lavorato in una cava o su del marmo :-)) e non causa biasimo. Subito dopo troviamo la mia frase preferita <<Che Socrate fosse infatti un operaio, esercitando l’arte paterna di muratore <lo narra Arristosseno> e Timeo dice nel nono libro che Socrate aveva imparato a lavorare la pietra.

Insomma, al di là di quello che ci riporta Porfirio che ho citato più o meno testualmente (Porfirio, Storia della Filosofia, a c. di Angelo R- Sodano, Milano, Rusconi 1997) e accompagnato dalle suggestioni del porto, mentre inizio a desiderare una cartellata al vin cotto, una teoria inizia ad affacciarsi alla mia mente. Ma perché mamma Maieutica è da ‘tutti’ conosciuta mentre papà massone (ops l’ho detto) no?

Andiamo con ordine, (Avvertenza: da questo punto in avanti è solo un gioco, quasi un mito. Tu chiamale, se vuoi, emozioni…). Porfirio, tra le altre cose quasi un proto vegetariano, era un iniziato ai Misteri e non era solito spifferare segreti, infatti dice:

<<Parlerò per chi è lecito – voi profani chiudete le porte – e farò conoscere i pensieri di una sapienza teologica con i quali uomini, mediante immagini congeneri ai sensi, raffigurando realtà invisibili in forme visibili, rivelarono il dio e le potenze del dio a coloro che hanno appreso a ricavare dai simulacri, come dai libri, ciò che vi è scritto riguardo agli dei. Nessuna meraviglia che i più ignoranti considerino le statue pezzi di legno o di pietra, proprio come quanti non capiscono la scrittura guardano le steli come pietre, come legno le tavolette e come papiro intessuto i libri>>. (Porfirio, Sui Simulacri, Milano, Adelphi 20149, p.65).

Più chiaro di così… Quindi Porfirio parla poco di certe cose, dice ‘qualcosa’ sulla scultura e che Socrate e suo papà erano lavoratori della pietra, muratori. Ma non si sbilancia. Un altro Filosofo famoso per essere iniziato ai Misteri era guarda caso Platone (Adam Kadmon a questo punto avrebbe scritto 3 libri e fatto 4 puntate di Misteri) che nei suoi dialoghi trasforma il muratore che sa di non sapere, Socrate, in una super star. Ovviamente anche Plato accenna al mestiere del papà di Socrate ma non entra nei dettagli. Non è da dimenticare che Platone è anche ricordato per aver sempre preferito la chiacchiera tra amici alla fatica della penna. Un ulteriore indizio lo troviamo sul frontone della Accademia: Nessuno Entri Se Non è Geometra. Quindi non solo Platone è un iniziato, ma non accetta che geometri, e il suo maestro Socrate era un muratore. Come se non bastasse, Platone nel Timeo (dove parla anche di Atlantide e per questo rischia di essere accusato di “demenza senile” dagli ultra ortodossi) parla del Demiurgo come creatore, ordinatore dell’universo. Ma chi era il demiurgo medio ai tempi di Platone? Un operaio pubblico, un artefice un plasmatore, insomma non uno che stava ad oziare, non a caso in demiurgo nella lingua greca troviamo ergon (ma questa è un’altra storia). Quindi il Demiurgo di Platone alla fine altro non è che un Operaio che crea, ordina e lavora la Materia. Insomma una specie di muratore-geometra.

Oh oh a questo punto i tasselli del mosaico sembrano andare ognuno al suo posto e prendere forma similmente a quelli presenti nella cattedrale di Otranto.  Scopriamo che i due, ci danno degli indizi: a) Il papà di Socrate è un muratore, potrebbe essere un demiurgo, e probabilmente lo è anche Socrate b) Non si entra nella scuola di Platone se non si è Geometri, ma Plato è discepolo di Socrate quindi questo potrebbe essere anche geometra oltre che operaio c) Socrate come Pitagora (anche lui vegetariano e ovviamente iniziato ai Misteri) non ha lasciato nulla di scritto. Si dice fossero soliti dire le cose importanti da bocca ad orecchio. d) Per millenni tutti a parlare della mamma Maieutica e tutti sono dimentichi del papà di Socrate. e) È noto che Platone sostiene la superiorità della oralità sulla scrittura e quando scrive infarcisce le sue storie di miti per non far capire a chi non avesse le chiavi di accesso che cosa intendesse di preciso. f) Aristotele discepolo di Platone teneva le lezioni esoteriche per pochi (interne) e quelle essoteriche (all’aperto) per tutti, però qui non c’è nessun mistero. Quelle per pochi erano per il pubblico pagante, quindi: nessun esoterismo per gli amanti dei misteri a tutti i costi. O no? In fin dei conti da Apuleio ad oggi se volevi essere iniziato dovevi pagare (questa storia la racconto un’altra volta).

Quale è la conclusione?

Semplice:

  • È stato deciso dai loro circoli interni, di Geometri muratori, che la Maieutica, dovesse essere la disciplina, l’arte pubblica per cercare di far venire alla luce la verità, la conoscenza e diremmo la “vera persona” che è in ognuno di noi. Insomma un’arte che potesse aiutare anche i non iniziati o che li potesse mettere in cammino verso la conoscenza.
  • È stato deciso dai loro circoli interni, di Geometri muratori, che l’arte di lavorare pietra dovesse essere una Arte assimilabile ai Misteri, anzi che sarebbe stata l’erede dei Misteri e quindi hanno fondato o restaurato una antica scuola dove ogni operaio lavorava Una Pietra e avrebbe dovuto conoscere la Matematica e le Arti Liberali, e dove sarebbe venuto alla luce dopo aver viaggiato nella terra.

Due scuole, una esoterica e una essoterica. Ora come direbbero gli antichi, non mi è più lecito dire oltre…

Gioia – Salute – Prosperità

Leone-firma-piccola

 

 

immagine presa dalla rete – http://www.filoseventi.it/

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