La setta dei Sicari

Il Sica e la setta dei Sicari una storia di duemila anni fa

La parola sicario, ormai quasi in disuso, accende la fantasia e subito propone alla mente efferati omicidi, spesso su commissione; il moderno sicario è pallido erede della Setta dei Sicari attiva duemila anni fa.

Il Sica era un pugnale usato in epoca romana, di probabile origine Tracia, dalla lama ricurva e appuntita.

I sicari erano gli assassini che usavano il Sica, e con questo nome si indicavano i membri di una società segreta, nata nel regno di Giudea in seno agli Zeloti. La Setta dei Sicari aveva lo scopo di contrastare l’occupazione romana e quanti si sottomettevano o collaboravano loro. I Romani, secondo lo storico Giuseppe Flavio, li consideravano alla stregua di terroristi.

Furono i sicarii che per primi calpestarono la legge e furono crudeli contro la loro stessa gente, senza astenersi dall’offendere con insulti le loro vittime, o dal rovinarle con qualunque atto.” (Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 8.1.262.)

I sicari ebbero un ruolo di primo piano nella prima guerra giudaica tra Romani ed Ebrei ribelli combattuta tra il 66 e il 70 d.C., ma con episodi che si protrassero fino al 73 della nostra era. Le aspirazioni di libertà di questa setta quindi non erano solo religiose ma anche politiche. Celebre l’episodio avvenuto nella città di Masada e raccontato da Giuseppe Flavio, quando – tra storia e mito – l’ultimo episodio di resistenza degli Zeloti contro i Romani si concluse nel 73 d.C. con un tragico suicidio di massa.

La ferocia e le azioni dei Sicari sono penetrate così a fondo nell’immaginazione e nell’intimità delle coscienze da definire ancora oggi come sicari quanti commetto un omicidio per conto di un mandante. Qui trovi la definizione del vocabolario Treccani. 

Per usare un’espressione moderna la Setta dei sicari fu una delle prime organizzazioni terroristiche. Questi univano religione e politica, unione pericolosa in generale ancor di più quando genera o è generata dal fanatismo e dell’intolleranza, non dobbiamo scordare che il significato di Zelota va da zelante a fanatico. È probabile che i gli Zeloti si siano dati essi stessi questo nome, il loro primo capo carismatico fu Giuda il Galileo. Giovanni Brizzi ci fornisce interessanti informazioni su Giuda e la Setta dei Sicari:

“A quanto è dato sapere il programma della (o delle) àiresis fondata da Giuda non tollerava la presenza in Giudea di padroni mortali, soprattutto stranieri. Il dominio romano doveva essere dunque abbattuto con qualunque mezzo, anche ricorrendo alla violenza, in quanto premessa necessaria alla redenzione del popolo ebraico e alla liberazione di Israele, di cui Dio doveva essere <<il solo Signore e il solo padrone>>. Ai seguaci di Giuda spettava il compito di accelerare i tempi di quella apocalisse, scatenando la guerra santa contro i gentili e contro i loro alleati ebrei. A concluderla avrebbe poi provveduto Dio stesso, del cui intervento al loro fianco i seguaci di Giuda erano assolutamente certi, confortanti com’erano in tal senso da un vasto insieme di profezie, di dottrine escatologiche, di attese messianiche. […] Non è completamente chiaro quale fosse il nome dato da Giuda al suo gruppo. Il termine abitualmente impiegato per designare gli appartenenti alla setta fondata da lui e continuata dai suoi discendenti è quello di “sicario”, di origine prettamente romana (da sica, pugnale); ma spesso questa parola viene assunta in senso più generale, estendendosi a definire tutti coloro che praticano un certo tipo di lotta e, al limite, tutti coloro che si oppongono in qualche modo al potere di Roma.

Secondo un’altra ipotesi, invece, i membri della “Quarta filosofia” avrebbero scelto l’appellativo di “zelatori”: da questo termine sarebbe poi derivato quello, tradizionale e ben noto, di zeloti. La parola richiama, nell’etimo, lo zelo religioso nei confronti del dio unico, in nome del quale questi uomini, eredi di un’ideologia molto antica, erano pronti a battersi e a morire. Secondo tale teoria gli zeloti sarebbero dunque coloro che, in nome della dottrina di Giuda il Galileo, intrapresero la lotta contro i Romani.

[…] I sicarii, invece, erano <<elementi di punta per il trasferimento della resistenza sul piano dell’azione concreta>>, le cui esigenze finirono con l’essere ritenute prevalenti su qualsiasi altra considerazione.

Oracoli, credenze escatologiche, disponibilità al martirio, zelo e fede incrollabile nell’aiuto di Dio erano, comunque, le basi sulle quale poggiava il pensiero di Giuda il Galileo, le cui idee avrebbero, all’interno della società giudaica, un peso rilevante… […]. Anche se Farisei, Sadducei ed Esseni non mancarono certamente di prestare energie individuali alla rivolta, è fuori dubbio che le tre sette non vi aderirono mai completamente. (in Giovanni Brizzi, 70 d.c., La conquista di Gerusalemme, Editori Laterza, Bari-Roma 2017).

Giuseppe Flavio ci da notizia di un’altra setta coeva alla Setta dei sicari:

Oltre a questi, si formò un’altra banda di delinquenti: le loro mani erano meno lorde di sangue ma le loro intenzioni non erano meno empie, sì che il danno da essi inferto al benessere della città non restò inferiore a quello arrecato dai sicari. Individui falsi e bugiardi, fingendo di essere ispirati da dio e macchinando disordini e rivoluzioni, spingevano il popolo al fanatismo religioso e lo conducevano nel deserto promettendo che ivi dio avrebbe mostrato loro segni premonitori della liberazione. Contro costoro Felice, considerandoli come istigatori alla ribellione, mandò truppe a cavallo e a piedi e ne fece gran strage”. (Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, Volume I (Libri I-III), a cura di G. Vitucci, Fondazione Lorenzo Valla Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2009 (1974), p.349).

Questa in estrema sintesi è la storia della Setta dei Sicari, molti possono essere gli spunti di riflessione sul fanatismo, la religione e la violenza. A te trarre le conclusioni

     Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

 

 

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