Perché non dire #andràtuttobene

Considerazioni virulente sulla frase #andràtuttobene

#andràtuttobene è un hashtag e una frase che è diventata popolare in questo infelice momento. Solo la disattenzione poteva creare una locuzione, un “motto pericoloso”, che si vede campeggiare, quasi come divisa araldica, su disegni creati dai bambini ed appesi come scudi ai balconi.

In questo breve articolo proverò a spiegarti perché #andràtuttobene è una espressione apparentemente giusta e di impatto, ma come nasconda delle insidie pericolossime per ogni essere umano. È una specie di virus che entra nelle coscienze impedendone il risveglio.

Non sono un Prof., quindi eviterò di dilungarmi in un’analisi approfondita della frase #andràtuttobene, daremo solo uno sguardo agli elementi che la compongono:

Andrà: voce del verbo andare;

Tutto: pronome;

Bene: avverbio, di grado positivo.

Ora che abbiamo smontato in parti minime l’espressione #andràtuttobene, inizi ad intravedere cosa manca?

Così scritta, può voler dire che andrà bene la salute, il lavoro, l’amore ecc., è il verdetto di una sibilla. È chiaro che in #andràtuttobene l’augurio sottointeso è che il #covid19 scompaia, che gli ammalati guariscano, ecc. sin qui bene, ma non benissimo come direbbe una canzone ascoltata dagli adolescenti un paio d’anni fa. Qui il link a Youtube.

#andràtuttobene, vuole essere l’augurio speranzoso rivolto a tutti affinché si riesca a risolvere questa situazione che sta creando disagi, ansie, panico e via dicendo. Manca ancora qualcosa.

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Sin qui tutto ha una logica, abbiamo capito che è sottinteso cosa desideriamo vada bene e questa locuzione sembra perfetta per un mondo dove vivono unicorni rosa e fatine gentili. Cosa rende così pericoloso #andràtuttobene?

È assente, quasi come il dio nascosto di alcune correnti mistiche, chi compie l’azione. La terza persona rimanda a qualcosa di estraneo, di esterno, di alieno al soggetto.

È la terza persona il virus di #andràtuttobene, con la terza persona allontaniamo da noi la possibilità dell’azione, ci rendiamo estranei allo svolgimento dell’atto, lasciamo tutto in potenza e soprattutto permettiamo che gli avvenimenti vadano fatalmente per la loro strada o li governi un terzo. Usando la terza persona ammettiamo di essere spettatori impotenti e tutto sommato disinteressati alla vita. Con questo allontanamento, sì ci auguriamo che vada tutto bene, ma, soprattutto, ce ne laviamo le mani (ah ricardati di farlo per bene e almeno 20 secondi), non siamo i protagonisti dell’azione, non vogliamo esserlo perché non ne abbiamo coscienza, perché siamo troppo abituati ad abiurare i nostri doveri, non a caso la nostra è la società dei diritti (reali o immaginari). Quella terza persona così innocente, apparentemente innocua, così amichevole da spingerci a far fare disegni buonisti ai nostri pargoli è il nemico da abbattere.

Se davvero vogliamo che vada tutto bene sia nel dramma sanitario che stiamo vivendo sia nella vita fuori dal dramma è indispensabile trasformare la terza persona in prima persona tanto al singolare quanto al plurale!

Le frasi potrebbero essere molteplici, e rendendomi conto che un hashtag non può contenere troppi caratteri si potrebbe cambiare la frase #andràtuttobene con #faròandaretuttobene (io soggetto sottointeso) o #faremoandaretuttobene (noi soggetto sottointeso).

Come puoi notare il cambiamento è minimo, ma in questa trasformazione infinitesimale sta l’apertura per compiere un mutamento radicale. Dire Io o Noi significa aver preso coscienza del problema e assumersi la responsabilità Morale e pratica dell’agire, significa non essere la pecorella di un gregge destinato all’estinzione, ma provare a governare il proprio destino, ognuno per le sue proprie capacità e possibilità umane e professionali. Il passaggio dalla terza alla prima persona segna l’evoluzione dell’individuo da una fanciullezza dove sono le fatine gentili e gli unicorni rosa ad una età adulta dove si impugna la spada per combattere ed anche difendere i sogni e l’innocenza dei bambini.

Dopo il passaggio dalla terza alla prima persona singolare, con l’acquisizione della consapevolezza che ognuno può fare qualcosa per migliorare la realtà che lo circonda, vi è un ulteriore sviluppo: il passaggio alla prima persona plurale.

Qui, finalmente, il soggetto, l’individuo non è più solo, si accorge di far parte di una comunità, nel nostro caso quella degli abitati dell’Italia, che ancora non sono italiani. Noi, solo tre lettere, per esprime il senso della condivisione. Come nelle società tradizionali l’individuo non è solo ma fa parte del clan così noi potremmo diventare membri del grande clan degli Italiani. La prima persona plurale è una apertura alla condivisione di valori etici, è il fondamento per una morale comune e per uno spirito di gruppo che sino ad oggi ha latitato.

Tu ed io, noi, possiamo essere quelli che fermeranno questa pandemia; tu ed io, noi, possiamo cambiare il mondo a condizione di svegliare la nostra coscienza.

#noiciriusciremo Per il bene dalla patria e dell’umanità.

       Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

 

5 Commenti

  1. Avatar
    Pietro BOLOGNESI 15/03/2020 al 17:30 - Rispondi

    Bravissimo
    Infatti andra’ tutto bene e’ sicuramente
    sintomatico di un atteggiamento FATALISTICO
    che non sottende una volonta’ , un azione
    collettiva .
    Molto meglio il messaggio :CON IL GIUSTO COMPORTAMENTO DI TUTTI NOI VINCEREMO
    ANCHE QUESTA BATTAGLIA .

    • Michele
      Michele 15/03/2020 al 18:04 - Rispondi

      Grazie caro Pietro! volontà e azione. Ti abbraccio e spero di rivederti presto

    • Michele
      Michele 15/03/2020 al 18:04 - Rispondi

      Grazie caro Pietro! volontà e azione. Ti abbraccio e spero di rivederti presto

  2. Avatar
    Antonio 15/03/2020 al 18:17 - Rispondi

    Caro Michele hai proprio ragione e per quanto mi riguarda fin dai primi giorni ho anteposto l’azione alla speranza collettiva e anonima, io ho postato lo slogan “io sto a casa” e nel mio pensiero voglio significare che solo insieme possiamo uscire dalla “bestia “ è solo facendo ognuno qualcosa di concreto!!!
    Gioia, Salute e Prosperità

    • Michele
      Michele 15/03/2020 al 19:05 - Rispondi

      Caro Antonio, se iniziassimo a farlo tutti, il mondo cambierebbe in breve e non solo in riferimento a questa pandemia.

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