L’organizzazione della Loggia

Un parallelismo tra il cantiere della cattedrale gotica e l’organizzazione della Loggia

I Liberi Muratori sono soliti vedere nei costruttori di cattedrali i loro progenitori. In questa visione c’è del vero ed è per questo motivo che oggi voglio condividere con te delle semplici riflessioni sull’organizzazione della Loggia partendo da un testo lontano da ambizioni iniziatiche ed esoteriche. Ti riporto una citazione da Storia sociale dell’arte di Arnold Hauser alla quale seguiranno le mie riflessioni e commenti.

Inoltre la costruzione di una cattedrale gotica era in sé impresa più lunga e complicata di quella di una chiesa romanica; vi si impiegava un maggior numero di operai e l’esecuzione esigeva un tempo assai più lungo, per ragioni intrinseche e, come si è detto sopra, spesso anche estrinseche. Queste circostanze esigevano una disciplina severa, diversa dai metodi tradizionali. La soluzione fu il cantiere, con le sue precise disposizioni circa l’ammissione, la retribuzione e l’istruzione della mano d’opera con la sua gerarchia che comprendeva l’architetto, i maestri muratori e i manovali, la restrizione del diritto alla proprietà artistica individuale e la totale subordinazione del singolo alle esigenze del lavoro artistico comune. Si mirava ad attuare senza attriti la divisione e l’integrazione del lavoro, la massima specializzazione e il perfetto accordo delle attività singole. Ma per ciò era necessario un orientamento veramente comune. Soltanto la volontaria subordinazione delle tendenze personali all’intento dell’architetto, con un costante ed intimo contatto tra direttore artistico e ciascuno dei sui collaboratori, era possibile ottenere il desiderato livellamento delle differenze individuali senza distruggere la qualità delle singole prestazioni. (Arnold Hauser, Storia sociale dell’arte, Einaudi Torino, p. 252).

 

L’organizzazione della Loggia e la sua armonia sono fondamentali per il lavoro muratorio sia individuale che collettivo; senza metodo, senza armonia e senza organizzazione della Loggia, la Massoneria nella migliore delle ipotesi si estinguerebbe e nella peggiore diventerebbe qualcosa di diverso – in senso peggiorativo – da quello che è.

La Loggia massonica è facilmente paragonabile ad un cantiere, sia per il suo stesso nome sia per i lavori che si svolgono in essa.

Per semplificare questo articolo sull’organizzazione della Loggia ho deciso di attenermi esclusivamente al testo riportato.

Se vuoi meglio conoscere la massoneria puoi leggere tra gli altri: 1) Irène Mainguy, Simbolica massonica del terzo millennio, Ed. Mediterrane; 2) Umberto Gorel Porciatti, Simbologia massonica: massoneria azzurra, Ed. Atanor; 3) Michele Leone, Guida alla Massoneria, Ed. Odoya.

 

L’organizzazione della Loggia e del Cantiere

 

Ammissione: Un cantiere ha bisogno di operai così come una Loggia ha bisogno di liberi muratori per esistere. Sia nel medioevo sia nella moderna Massoneria la scelta della futura manodopera è fondamentale per garantire un sano ed armonico sviluppo del cantiere.

retribuzione: Ogni lavoro deve ricevere una giusta retribuzione. Nell’epoca del precariato e del nuovo schiavismo questa idea dovrebbe essere stampata a fuoco nella mente degli imprenditori e anche dei lavoratori. La retribuzione spetta anche per i lavori spirituali e nella prassi massonica gli operai ricevono la loro paga simbolica. È sottointeso che ogni massone lavori al meglio delle sue possibilità durante gli incontri dell’Officina. Questi incontri sono detti Tornate.

Istruzione della Manodopera: Per svolgere un lavoro ben fatto è indispensabile conoscere l’Arte ed i suoi segreti. Per questo motivo nelle logge del cantiere della Cattedrale venivano istruiti gli apprendisti, i manovali e gli operai tutti. La conoscenza, non solo della tecnica, era indispensabile e l’insieme di quanti erano nel cantiere formavano, per usare un’espressione moderna, una famiglia allargata. Nell’organizzazione della Loggia moderna, detta speculativa, l’istruzione degli operai di ogni ordine e grado è un elemento fondamentale della vita massonica. La massoneria è una scuola iniziatica, assimilabile per certi versi alle antiche Religioni dei Misteri e scuole iniziatiche. Buona parte dell’Istruzione dei Liberi Muratori si svolge durante i lavori rituali della Loggia. Strumento principe dell’istruzione muratoria sono i catechismi. Indispensabile è l’esempio nell’esecuzione del lavoro di sgrossamento e levigatura della pietra dato dai Maestri.

 

infografica elementare sul cantiere gotico per l’organizzazione della loggia

Le Funzioni

Manovali: I manovali sono il cuore pulsante del cantiere, ognuno con le sue particolarità e tutti assieme al lavoro per un progetto più grande. La maggior parte del lavoro è svolto dai manovali coadiuvati dai maestri muratori sotto la direzione dell’Architetto. Allo stesso modo, in Loggia, dovrebbero essere gli Apprendisti Accettati ed i Compagni d’Arte, più numerosi dei maestri, ad essere protagonisti con giubilo del lavoro di sgrossatura della pietra interiore e della sua levigatura.

Maestri Muratori: I maestri muratori seguivano i vari “reparti” del cantiere ed in essi lavoravano. Dirigevano i manovali, riportavano all’architetto lo svolgimento dei lavori e da questo ricevevano le indicazioni per il suo sviluppo e le conoscenze per potersi perfezionare nell’Arte. In maniera analoga i maestri muratori nelle logge moderne ed in particolar modo il Primo ed il Secondo Sorvegliante si occupano del lavoro degli attuali “manovali” intervenendo quando è necessario dare le giuste indicazioni ed istruzioni per le operazioni sulla pietra.

L’Architetto: L’architetto aveva la visione d’insieme del progetto, aveva la responsabilità dello sviluppo del cantiere e dell’avanzamento dei lavori, di occuparsi della formazione delle maestranze e delle manovalanze e prevenire il bisognodei suoi operai. Oggi, il Maestro Venerabile, ha nell’organizzazione della Loggia compiti e responsabilità assai simili.

 

Come far funzionare l’organizzazione della Loggia o Cantiere Gotico?

 

Dopo aver brevemente visto le funzioni e l’organizzazione della Loggia, proviamo a scoprire gli “ingredienti segreti” per far sì che il cantiere funzioni alla perfezione. Di seguito farò a pezzi le ultime frasi di Hauser per individuare quattro punti fondamentali nel Cantiere Gotico e nell’organizzazione della Loggia:

 

  • Restrizione del diritto alla proprietà artistica individuale. Non è facile accettare di rinunciare a quella parte del nostro ego che ci vorrebbe sempre protagonisti. Per il lavoro nel cantiere o nella Loggia questa rinuncia, restrizione è indispensabile. In alcuni casi è il lavoro del gruppo che conta e non quello dell’individuo.
  • Totale subordinazione del singolo alle esigenze del lavoro artistico comune. È difficile nell’epoca dei Selfie e dell’individualismo più esasperato comprendere come non sia mortificante ma gratificante lavorare con altri ad un obiettivo comune. Per capire questo concetto basti pensare ad una squadra di un qualunque sport dove quello che conta è l’obiettivo comune e non l’esibizionismo di un membro della stessa. Per ottenere questo era ed è necessario un orientamento veramente comune. Questo orientamento per essere vivificato necessita dell’uscita del soggetto dallo schema mio/tuo per giungere al nostro.
  • Volontaria subordinazione delle tendenze personali all’intento dell’architetto. Questo punto pur essendo simile a quelli che lo precedono è forse il più difficile da realizzare. Soprattutto in una Loggia è assai difficile accettare di subordinare le proprie idee ed inclinazioni a quelli che siano i desideri ed i pensieri del Maestro Venerabile. Ciò accade perché si vuole essere protagonisti a tutti i costi e ci si dimentica che il Maestro Venerabile è l’unico ad avere la visione completa del lavoro finito. Qualcuno potrebbe obiettare che l’incarico del venerabile è temporaneo, questa è una finta obiezione, anche nel medioevo molti architetti non avrebbero vista la Cattedrale finita. La temporaneità di un incarico non ne limita la sacralità e la regalità.
  • Costante ed intimo contatto tra direttore artistico e ciascuno dei sui collaboratori. Questo è un punto imprenscindibile. Se sino ad ora abbiamo visto come sia necessario rinunciare a parte della propria individualità per la visione comune e subordinarsi alla volontà dell’architetto, ora è necessario sottolineare che l’architetto / Maestro Venerabile non è che il primo tra i pari. Egli con amore, possibilmente con umiltà, deve esporre i suoi desideri. Non deve essere attento alle esigenze dei suoi più stretti collaboratori, ma di ogni operaio presente nel cantiere. L’intimo contatto di cui parla Hauser, per certi versi è il triplice fraterno amplesso che si scambiano i massoni.

 

Conclusioni

 

La lettura di questo passo della Storia sociale dell’arte è stata l’occasione per provare a raccontare come vi sia una similitudine tra quello che avveniva in un cantiere medievale e quello che dovrebbe avvenire in una Loggia Massonica. Se ci si dimentica che la Massoneria è una scuola iniziatica e se la si confonde con un service o una bocciofila nella quale far bella mostra dei propri titoli e conoscenze si rischia di diventare dei mostri generatori di abomini.

 

      Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

 

 

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