La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre

Ignoranza e Intolleranza i veri mostri della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre

 

Avevo preparato un post sui riti e consuetudini tradizionali in Sicilia nel periodo della celebrazione dei santi e dei morti da pubblicare questa settimana. Conversazioni e letture (soprattutto sui social media) sull’argomento notte tra il 31 ottobre e 1° novembre, mi hanno indotto a delle riflessioni che voglio condividere con te. Ti preannuncio che sono considerazioni elementari e non approfondite – perché per affrontare questo argomento ci vorrebbero moltissime pagine -, e che potrebbero toccare la tua sensibilità.

Le mie considerazioni, per “ovvia” e arbitraria convenzione. allungheranno la notte tra il 31 ottobre e 1° novembre di qualche giorno. Prendo in considerazione il periodo che da sempre nella storia dell’umanità è stato gravido di feste magiche, religiose, superstiziose o semplicemente divertenti, gli ultimi giorni di ottobre e i primi di novembre. Il sistema di riferimento è il nostro calendario.

Durante la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre v’è un gran baccano per Halloween e Samhain, per l’imminente commemorazione dei defunti. Urlatori pseudo pagani, misteriosi iniziati dell’Ordine del carciofo si ergono a Custodi di misteriose tradizioni e lanciano improperi sgrammaticati ed astorici contro ogni religione, ogni culto, ogni visione del mondo che sia diversa dalla loro. Eccoli qui i Grandi Iniziati che si strappano le vesti perché si ritengono detentori di una qualche verità assoluta rivelata loro per mezzo di una iniziazione su Facebook ed una pergamena pagata pochi spicci con Postepay o che vogliono raccontarci la Verità su cosa accade veramente in questa notte, compresi portali extra dimensionali per parlare con gli alieni. A seguire ci sono i fanatici neopagani, ma se i pagani non chiamavano se stessi pagani (o, almeno, non lo facevano nella stragrande maggioranza dei casi) perché oggi una persona istruita, aderente ad un culto qualunque che non sia quello Cristiano dovrebbe definire se stessa neopagana? Perché è necessario dare un potere a quanti un tempo li emarginarono? Non capisco.

A proposito di pagani, ecco la definizione:

pagano agg. e s. m. (f. –a) [lat. paganus, quindi propr. «abitante del villaggio», e più tardi «pagano»; il mutamento di sign. potrebbe essere dovuto al fatto che l’antica religione resistette più a lungo nei villaggi che nelle città; secondo altra ipotesi paganus, che aveva già nel lat. class. il sign. di «civile, borghese, non militare», contrapponendosi quindi a miles, avrebbe acquistato il nuovo sign. perché i primi cristiani, che si consideravano militi di Cristo, chiamavano pagani, cioè «borghesi», gli infedeli; più recentemente si è sostenuto che il pagus era un’entità non soltanto sociale ma anche religiosa, con proprie feste pubbliche sacre (paganalie), sicché paganus sarebbe stato colui che si manteneva fedele ai valori sacri tradizionali del pagus]. Cliccando qui vai alla voce completa della Treccani.

 

Sempre la Treccani ci fornisce la definizione di neopaganesimo: Termine usato polemicamente dopo la Prima guerra mondiale per designare tendenze della società contemporanea accusate di riprendere, con l’abbandono dei principi etico-religiosi cristiani, aspetti caratteristici del mondo pagano. Con n. si è quindi di volta in volta voluto indicare (con accentuazioni diverse secondo le differenti posizioni polemiche) l’esaltazione esclusiva o eccessiva dei valori naturali (nelle relazioni sessuali, nel matrimonio, nella famiglia, nei rapporti economici, nell’arte ecc.) e dell’organismo politico (Stato, nazione, partito, classe, razza ecc.) quale organo supremo dell’eticità: onde la glorificazione della ‘cultura fisica’ e delle virtù militari, il culto dell’‘eroe’, la concezione della politica come avulsa dalla morale e concepita come contrasto di interessi e di forze, il voler far coincidere la società politica con la religiosa (come, appunto, nelle religioni nazionali politeistiche in genere e dell’antichità in particolare).

Non ho la certezza che tutti i neopagani si sentano rappresentati da questa definizione, non ho neanche la certezza che la conoscano molti dei “sacerdoti” degli “evangelizzatori” del neopaganesimo.

Tornando a quanto non capisco… Non capisco neanche gli pseudo cattolici e gli ultra cattolici che si accaniscono contro queste feste e contro le persone che le praticano, spesso il loro veemente e violento attaccare queste feste ha la stessa ignoranza di quelli che attaccano le feste Cattoliche. Tra le altre cose il 2 novembre giorno della commemorazione dei defunti non è più come un tempo commemorazione di tutti i defunti ma: Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum. Alla faccia pietà.

È evidente che non tutto nella storia si dimentica, ma semplicemente si trasforma o viene inglobato con metodi più o meno indolore nelle culture dominanti.

Una festa quasi dimenticata di questo periodo dell’anno sono le Tesmoforie che venivano celebrate nel mese autunnale di Pianepsione (quarto mese del calendario dell’antica Grecia corrispondente ad un periodo compreso tra metà ottobre e metà novembre), dal giorno 11 al giorno 13. Le Tesmoforie probabilmente affondano le loro origini in feste molto più antiche, come per ipotesi quelle dedicate alla dea MA-KA nel neolitico.

Un tempo a Santa Caterina Villermosa, la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, si celebrava una festa dove i protagonisti erano i fanciulli. Questi dopo la mezzanotte coperti da un bianco lenzuolo e con una lanterna o candela in mano andavano in giro per le case questuando dolci o altri semplici alimenti, si presentavano come i “morti”.

Figlio di un affascinante sincretismo è il Día de muertos che si celebra in Messico, ma che si è espanso nella cultura mesoamericana. In modo estremamente sintetico potremmo dire che consiste in una fusione delle credenze precolombiane con quelle cristiane.

Sempre in sud America, per la precisione in Brasile abbiamo il Giorno delle Anime.

Tornando in Italia, non solo a Santa Caterina Villermosa, ma in molti luoghi la notte del primo novembre i bambini andavano in giro casa per casa per ricevere dolcetti, castagne, frutta Martorana e chi più ne ha più ne metta. Poi attorno al fuoco, al focolare domestico ormai scomparso, i nonni raccontavano storie spaventevoli ai nipoti prima di spedirli a letto. Al mattino avrebbero trovato in molti casi alcuni dolcetti ad attenderli. Qualche somiglianza con Halloween? E, sempre come nell’americano e “satanico” Halloween, in Abruzzo un tempo si intagliavano e svuotavano zucche al cui interno veniva messo un lume. Direi che è superfluo soffermarsi sul significato apotropaico delle zucche e delle maschere, in un altro post ne parlerò più diffusamente.

È importante ricordare che molte di queste feste non sono un’ode alla morte e alla perversione, ma una commemorazione dei defunti e un inno alla vita ed ai cigli della natura. 

Oggi, pur vivendo in un Evo scuro travestito da epoca luminosa abbiamo la fortuna, almeno nella nostra povera Italia e morente Europa, di poterci illudere di essere liberi tanto nei movimenti quanto nei pensieri, e cosa facciamo di questa libertà? La usiamo per azzuffarci come bifolchi non capaci di vedere ad un palmo dal loro naso. Siamo sempre pronti a dimenticare la trave nel nostro occhio perché ha più fascino la pagliuzza nell’occhio del nostro interlocutore.

Quanti vivono queste feste con troppa leggerezza sono delle semplici pecorelle nell’ovile di un pastore dedito alla raccolta di bitcon, coloro che seguono antiche tradizioni e culti (comprese le Chiese ufficiali) festeggino senza curarsi degli altri e se proprio devono dire la loro che almeno prima si documentino almeno un minimo e verifichino le fonti. E tra il pettegolezzo e l’invidia si scelga la Critica e il dialogo. A questo proposito mi capita sempre più spesso di inorridire trovando in alcuni blog o su social network articoli che portano come fonte internet senza alcuna altra specifica. Per ultimi, solo perché altrimenti questo articolo diventerebbe lungo come un elenco telefonico, i Cattolici che criticano questa notte senza nulla conoscere di storia delle religioni o almeno della loro religione, senza nulla conoscere quanto dei riti antichi è confluito nel loro cerimoniale e nelle loro costumanze, prima si istruiscano. Prima difendano il sacro del loro culto che da Religione sta diventando una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale), con tutto il rispetto per le onlus sane.

La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre dovrebbe diventare una festa per tutti, una festa di pace, amore e tolleranza dove ognuno scambia le proprie credenze con quelle degli altri, dove i bambini, tutti i bambini possano andare in giro assieme a chiedere un dolcetto da condividere con un bambino che non conosce, dove gli adulti apparecchiano tavole per i morti e per i vivi unendosi in una agape tra sconosciuti legati dal sacro.  

Abbiamo scoperto quali sono i peggiori mostri della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre: l’Ignoranza, l’Intolleranza e il Fanatismo.

Tutti assieme dovremmo combattere questo Diavolo (nel senso di colui che divide), questo mostro a tre teste, per fare di questa sciagurata umanità, di questo povero pianeta un luogo di armoniosa convivenza tra genti e culture diverse.

Se faremo questo, gli dei tutti o il Principio Primo, l’energia che resta degli avi e dei Lari potranno unirsi a noi in una cosmica danza d’armonia e di pace.

  Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

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Immagine in Evidenza Photo by tony hernandez on Unsplash

Crediti per la foto nell’articolo: Photo by Salvador Altamirano on Unsplash

2 Commenti

  1. Avatar
    Andrea 02/11/2019 al 14:17 - Rispondi

    Molto bello il post, sei un Leone!

    • Michele
      Michele 03/11/2019 al 07:17 - Rispondi

      Caro Andrea, grazie mille!

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