La chiocciolina è un simbolo?

Storia e significati della chiocciolina

La chiocciolina o chiocciola, @, è conosciuta quasi universalmente.

Qual è la storia della @? È un simbolo o un segno?

Più che di simbolo potrebbe essere opportuno parlare di segno grafico. Noi tutti siamo abituati a vedere ed usare questo segno grafico quando scriviamo un indirizzo di posta elettronica. Questa strana lettera, questo segno, ha una storia antecedete l’invenzione dei computer e della posta elettronica.

Le origini della @ risalgono al Medioevo e probabilmente i suoi inventori sono stati i monaci amanuensi. I monaci iniziarono ad usarla per sostituire la parola presso nella scrittura onciale.

Questo tipo di scrittura si trova tanto nella tradizione greca quanto in quella latina; consiste in un particolare tipo di scrittura dalle forme arrotondate.

La @ è una contrazione della preposizione della ad, il ricciolo in cui è inscritta la a sta ad indicare l’asta della d. La @ è quindi la fusione delle lettere a + d. La somiglianza di questo segno grafico con la spirale della conchiglia del mollusco ha fatto sì che venisse chiamata chiocciolina.  Qualcuno chiama la chiocciolina at come gli inglesi. Questa preposizione è la traduzione del nostro a o ad.

La @ è anche chiamata a commerciale, questo nome deriva dall’uso che ne facevano gli anglo-americani.

La storia e le interpretazioni sull’origine della chiocciola sono presenti in un interessante articolo dell’Accademia della Crusca:

 

“L’ipotesi avanzata dal paleografo americano Berthold Louis Ullman in  Ancient Writing and its Influence, New York 1932, p. 187 è stata messa in discussione da Giorgio Stabile, docente di Storia della scienza dell’Università “La Sapienza” di Roma, che nel corso di una ricerca portata a termine nel 2000 per l’Istituto Treccani ha constatato che il simbolo sembra trovarsi solo in testi posteriori che adottano la scrittura mercantesca, ovvero la grafia commerciale usata dai mercanti italiani a partire dal tardo medioevo. Nel suo articolo L’icon@ dei mercanti sono ripercorsi i passi che lo hanno condotto a sostenere che in origine il simbolo indicasse  in realtà la parola anfora nel suo valore specifico di unità di misura, di capacità e di peso, usato già nell’antica Grecia e a Roma. Stabile cita la Nota di Paleografia Commerciale (per i secoli XIII-XVI) di Elena Cecchi in appendice alla raccolta di Federigo Melis, Documenti per la storia economica dei secoli XIII-XVI con una nota di Paleografia Commerciale di Elena Cecchi, Firenze Olschki 1972 (Istituto Internazionale di Storia economica “F. Datini” Prato, Pubblicazioni – Serie I. Documenti, 1) in cui a p. 569 un elenco delle più diffuse abbreviazioni commerciali usate nei secoli XIII-XVI si apre con l’indicazione “a (con svolazzo in senso antiorario) = anfora“. Nello stesso volume di Melis, a p. 114, è presente la trascrizione di una lettera da Siviglia del 24 maggio 1536 del mercante toscano Francesco Lapi nella quale si trova la voce anfora come unità di misura; voce che nel documento originale di cui è riportata la foto è appunto indicata con il simbolo @.

D’altra parte, nota Stabile, il termine spagnolo arroba, che indica @ in Spagna e in America Latina  (derivato dall’arabo rub’a  “un quarto” usato come unità di misura), designava un tempo sia una unità di peso (25 libbre) che una misura di vino e era tradotto proprio con amphora nel Vocabulario español-latino dell’umanista e grammatico Antonio Martínez de Cala y Jarava, conosciuto come Antonio de Nebrija, edito a Salamanca nel 1492.

Sembra quindi confermato che @, introdotto in ambito commerciale probabilmente da mercanti italiani, fiorentini o veneziani, sia stato in origine il “rappresentante” di anfora ‘unità di peso o capacità’ . Naturalmente proprio in grazia di questo significato è probabile che fosse seguito assai spesso da un valore numerico.

Successivamente considerato semplicemente come una a, scisso quindi dal termine di cui sarebbe stato originariamente simbolo, e forse anche perché seguito sovente da un numero, è stato usato nel linguaggio contabile anglosassone come commercial at col valore di ‘at a price of’ (‘al prezzo di’) seguito da un valore numerico indicante la quantità di moneta. Come tale sembra attestato a partire dal XVIII secolo e secondo l’autore di La storia di @, un articolo pubblicato in Internet datato 28 gennaio del 2004 (http://mau.aperion.it/wordpress/la-storia-di/), se ne troverebbe traccia presso la Biblioteca del Congresso, in alcune carte di George Washington e sicuramente sarebbe più volte presente in una fattura datata 20 settembre 1779. Con questo valore è tuttora in uso nelle transazioni di borsa via Internet come rileva anche lo stesso Stabile.

D’altra parte in Italia, sempre come “rappresentante” della lettera a viene usato, presumibilmente come equivalente di Addì , nel XIX secolo come testimonia Il Libro del Sacro Monte de’ Morti della confraternita del SS. Rosario di  Castel Sant’Angelo datato 1803, documento descritto e documentato con foto da Marco G. in La storia della chiocciola @, apparso in internet nel giugno 2005. In questo documento infatti ciò che precede la data di morte nell’elenco dei sostenitori del Monte, in altri casi indicato con il consueto Li, è appunto il segno.

In sostanza ciò che sappiamo per certo è che @ è un modo di trascrivere a, che nella grafia mercantesca indicava l’unità di misura espressa dal termine anfora e che le attestazioni riferibili a questo valore risultano al momento le più antiche. Sappiamo anche che nei secoli successivi in area anglosassone ha il valore contabile di at (the price of ) mentre in area italiana sembra usato come abbreviazione di Addì il che potrebbe reintrodurre l’antica ipotesi di una trascrizione di ad di Ullman, che però non sembra al momento trovare a sostegno testimonianze coerenti dal punto di vista cronologico. @.” (https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/significato-e-origine-del-simbolo–denominato-comunemente-chiocciola/172).

A cosa serve e perché si usa la chiocciolina negli indirizzi di posta elettronica?

La @ negli indirizzi di posta sta a significare presso. Ad esempio: Pippo @ (presso) micheleleone.it (dominio di riferimento), quindi sta per: spedisci questa lettera a Pippo che si trova presso micheleleone.it. Ad introdurre questo segno grafico nel 1971 è stato l’informatico statunitense Ray Tomlinson, inventore della posta elettronica. Tutto questo avveniva nella preistoria di internet, perché negli anni Settanta si usava Arpanet (Advanced Research Projects Agency Network) che potremmo definire la mamma di internet.

Dobbiamo aspettare il 1978 perché la e-mail assuma la forma “moderna” ed il merito è di Shiva Ayyadurai un liceale indiano.

Oggi la @ può essere usata per taggare o citare persone in alcuni social network o sistemi di posta elettronica.

 

Curiosità: il primo virus in un messaggio di posta elettronica è del 1994. Se in Italia e Francia la @ si chiama chiocciolina o chiocciola, nel mondo anglofono at, come è chiamata nel resto del mondo? Ecco alcuni nomi:

In Cina è detta “topolino”;

In Grecia è chiamata “papera”;

In Corea è soprannominata “lumaca”;

In Turchia è detta “rosa”;

In Russia è soprannominata sia “rana” sia “orecchio”;

In Norvegia è chiamata “coda di maiale”;

A Praga è detta “aringa arrotolata”.

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Conclusione: la @ è un segno grafico o un simbolo?

 

Se la, chiocciolina, @, è certamente un segno grafico possiamo anche considerarla un simbolo? La risposta è sì. Con il passare degli anni, questo segno è entrato nell’immaginario collettivo e nelle coscienze delle persone. Ha contribuito a sviluppare la creatività degli individui e le fantasie sul mondo di internet. È stata oggetto di elaborazioni grafiche ed artistiche. Nel 2010 per merito di un’italiana, Paola Antonelli, la @ viene esposta al MoMA di New York. Paola Antonelli ci spiega nel suo blog: “Per l’acquisizione di un’opera non è più necessario il suo possesso. ‘È un simbolo soggetto a varie interpretazioni, eppure nella sua essenza rimane sempre uguale. Non si definisce un lavoro di design, ma piuttosto rivela la sua forza di oggetto di design attraverso l’uso”.

       Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Avatar
    Renato Coda 28/04/2020 al 17:05 - Rispondi

    Molto interessante. Ci sono cose che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi e che non arrivano a stimolare la nostra corteccia cerebrale. Personalmente non avrei proprio creduto che @ fosse anteriore all’epoca informatica

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