Della Divinazione, Magia, e Vana Osservanza

Appunti volanti, su della Divinazione, Magia e Vana Osservanza, non senza critiche

Della Divinazione, e Magia, e Vana Osservanza, è un estratto dalle Istruzioni in forma di catechismo per la pratica della dottrina cristiana, in questo trattato troviamo interessanti rifermenti a pratiche “magiche” o di bassa magia cerimonialecome le avrebbe definite de Martino[1]. I quasi trecento anni di questo scritto ci permettono di “certificare” l’antichità di alcune tradizioni popolari. Uno degli aspetti più interessanti dello scritto Della Divinazione, e Magia, e Vana Osservanzaè la differenza tra Patto Implicito e Patto esplicito con il così detto Demonio e la citazione di Delrio. Sul gesuita autore delle Disquisitionum magicarum libri sex avrò modo di tornare in altra sede, oggi riporto un passo dei Promessi Sposi che probabilmente ti sarà sfuggito quando eri obbligata/o alle manzoniane letture durante gli anni del ginnasio: “[…] per finirla quel funesto Delrio, il quale, se la rinomanza degli autori fosse in ragione del bene e del male prodotto dalle loro opere, dovrebbe essere uno de più famosi; quel Delrio, le cui veglie costarono la vita a più uomini che non le imprese di qualche conquistatore; quel Delrio, le cui Disquisizioni Magiche (lo stillato di tutto ciò che gli uomini avevano, fino a suoi tempi, farneticato in quella materia), divenuto il testo più autorevole, più irrefragabile, furono, per oltre un secolo, norma ed impulso potente di legali, orribili, non interrotte carnificine.

Questo articolo non può e non vuole essere un commentario a Della Divinazione, e Magia, e Vana Osservanza, e le mie critiche, sempre che di critiche si possa parlare, non sono rivolte a Pietro Maria Ferretti che scrivendo questo catechismo faceva il “suo mestiere” e trasmetteva ai posteri alcune informazioni utili, ma sono rivolte agli amanti della magia con particolare riferimento al fenomeno Wicca importato d’oltre oceano e accettato senza il minimo senso critico o connessione neurale.

Se per alcuni, a torto o a ragione, la Magia è un fatto astorico, per quanti seguono o inseguono determinati percorsi è impensabile l’accettazione acritica e dommatica di una iniziazione, che spesso diviene pseudo iniziazione, con particolare riferimento ad alcune sedicenti branche stregoniche propugnatrici di fantasiose e improbabili auto iniziazioni a pseudo culti.

I Culti, questo non dovrebbe essere mai dimenticato, mettendo in relazione con ciò che è sacro avvicinano chiunque pratichi certi riti alla religione. Questo argomento, unitamente agli aspetti di tolleranza e ricerca adogmatica saranno sviluppati in altre sedi.

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Prima di andare eccessivamente fuori tema mi taccio e ti lascio alla lettura di Della Divinazione, e Magia, e Vana Osservanza.

 

Pietro Maria Ferreri, Istruzioni in forma di catechismo per la pratica della dottrina cristiana, Palermo 1727

DEL PRIMO PRECETTO,

e seconda parte d’esso.

Non habebis deos alienos coram me

§ III

Della Divinazione, e Magia, e Vana Osservanza.

 

DOMANDA: Di che cosa si tratta in questa Dottrina?

RISPOSTA: Della seconda parte del primo Precetto, come noi non abbiamo da tenere altra cosa per Dio: Non habebis Deos alienos coram me.

DOMANDA: Che cosa Dio ci proibisce nella seconda parte di questo precetto?

RISPOSTA: Con la prima parte c’impone, Dio, che l’onoriamo, e lo stimiamo per quello, ch’Egli è; con questa seconda vuole, e ci comanda, che non teniamo nessuna cosa creata per Dio. E contro questo precetto peccarono, e peccano i Gentili, i quali, non conoscendo il vero Dio, adoravano, e adorano per Dio

varie creature, come il Sole, la Luna, o alcuni Uomini morti. Con questo precetto il Signore proibisce a noi, che abbiamo la vèra cognizione di Lui, la seconda specie di Superstizione di Culto falso, che consiste nell’onore, che si fa ad una finta, e falsa Divinità.

DOMANDA: In quanti modi si pecca contro questo precetto?

RISPOSTA: In tre maniere: con la Divinazione, con la Magia, e con la Vana Osservanza.

DOMANDA: Che cosa è il peccato della Divinazione?

RISPOSTA: È un cercare di sapere quelle cose, che non possiamo sapere per mezzi naturali; come sono le cose o Future, o Distanti, o Occulte; volendole sapere per via di mezzi illeciti, né quali interviene il Patto Esplicito, o Implicito del Demonio.

Domanda: Che cosa è il patto implicito ed esplicito?

RISPOSTA: Quando si dicono alcune parole, o si fanno alcuni segni, e cerimonie, alle quali promette il Demonio di accorrere; e parlando con lui, ci dichiara la notizia di ciò, che si cerca sapere; questo è il Patto Esplicito. Ma quando alcuno, ancorché non sia sua intenzione, né voglia parlare col Demonio, contuttociò fa quelle cerimonie, e adopera quei segni, a quali ha da accorrere occultamente il Demonio, per fargli indovinare con quei mezzi sproporzionati la cosa, che cerca sapere: allora si chiama Patto Implicito. L’uno, e l’altro, sempre è peccato gravissimo; e chi sapesse d’alcuno, che l’ha fatto, sappia, ch’è obbligato a denunciarlo al Tribunale della Santa Inquisizione.

DOMANDA: Adunque i Demoni sanno le cose Future, Distanti, e Occulte?

RISPOSTA: In quanto alle Distanti, e Occulte, è facilissimo, che il Demonio le sappia; come, se uno volesse sapere ora, quello, che oggi è successo in Roma, potrebbe egli facilmente, per la leggerezza, che ha, portarsi a Roma; e di là ritornare, e riferirgli, quanto ivi è accaduto. Così pure, per la sua sottigliezza

vede le cose Occulte, quantunque fossero nelle viscere d’una montagna. Circa però le cose Future, dovete sapere, che vi sono alcune cose Future contingenti necessarie, le quali necessariamente an da seguire, poste tutte le disposizioni nelle sue cagioni; ed altre contingenti, che possono seguire, e non seguire. Or i Demoni, benché non possano con certezza sapere le cose Future contingenti libere, che dipendono dal libero arbitrio dell’Uomo; quali cose, unicamente da Dio possono vedersi; perché Egli

solo penetra, e comprende i cuori de gli Uomini: e certissimamente sa, e prevede ciò, che la volontà in qualsivoglia circostanza fa, o farà per liberamente fare, volere, ed eleggere; Nondimeno possono conoscere molte cose Future necessarie, meglio di noi.

DOMANDA: Quali dunque sono le cose Future, che il Demonio può sapere, e palesarle?

RISPOSTA: Sono gli effetti meramente naturali, e questi può predirli con certezza; imperocché, essendo egli d’acutissimo ingegno, conosce esattamente le cagioni naturali, e l’efficacia, e forza di esse, come del Sole, della Luna, delle Stelle, degli Elementi, e degli Animali: onde per conseguenza conosce ancora gli effetti assoluti, o limitati, che seguono dalle varie applicazioni, e combinazioni di esse: e però facilmente può con certezza predire i venti, le tempeste, i naufragi, le comete, le inondazioni, i tremuoti, le pestilenze, le carestie, ecc. Ma gli effetti contingenti liberi, li quali dipendono dalla nostra volontà, ch’è libera; benché non può, come ho detto, con certezza conoscersi: può nondimeno alle volte indovinarli, per la scienza, e lunga esperienza, che ha degli effetti, che sogliono seguire dalle cagioni libere; e guidato da tali conghietture, spesso può predire con verità i successi Futuri liberi; ma perché tali conghietture sono incerte, e fallaci; molte, e molte volte avviene, ch’egli inganni, e rimanga ingannato.

DOMANDA: Da quali sorti di persone si commette il peccato della Divinazione di Culto indebito al Demonio?

RISPOSTA: Da molti; e primieramente da quei, che vogliono trovare tesori; da quei, che vogliono sapere, dove siano le cose perdute, o rubate; e chi sia stato l’autore del furto. V. G. con l’uso del Setaccio, con l’erba della Ruta, e simili cose, alle quali vi è il Patto implicito col Demonio, che cerca la rovina dell’anime.

Racconta Martin del Rio, de Magia L. 4 che un Villano, avendo conservato certi danari in una borsa di pelle fresca; e depostala in un luogo, veduta da un’animale immondo, che teneva in casa; fu divorata dall’istesso con tutto il danaro, che v’era dentro. Cerca il Contadino la borsa, e non la trova; chiede alla moglie, e non sa nulla di essa; ricorre ad una Vecchia maliarda, che faceva la Profetessa. Questa entrata in casa apre una cassa; e fatte alcune esecrande adorazioni, domanda: Chi è stato il ladro? e uscì dalla cassa una voce: Sus domestica comedit; la borsa se l’ingoiò la Troia, che ha in casa; Ma tu digli, che sua moglie fu quella, che l’ascose, per godersela col tale, che è suo drudo, affinché vi sia discordia in casa; e così appunto riferì la maliarda. Ma il Contadino, benché avvertito dalla Strega a non accostarsi alla casa, s’era tuttavia avvicinato, e per una fessura della porta aveva sentito il tutto: onde giunto a casa, ammazzò l’animale, e vi trovò dentro il suo danaro, denunziò poi la Strega, che fu pubblicamente

bruciata.

DOMANDA: Chi sono le altre persone, che commettono questo peccato?

RISPOSTA: In secondo luogo sono quei, che danno credito agli Augàri (auguri) V. G. se si rovescia il Sale in tavola: se all’istessa seggono tredici convitati. Di più, chi dà credito a Sogni; sia per esempio: si sognò quella donna, che le cadde un dente; ed eccola piena di spavento, perché ha da morire. Ed a quante sono caduti tutti i denti: e ancora magnano? Or chi dà credito a queste Superstizioni, e si regola con esse in tutte le sue azioni, pecca contro questo primo Precetto. E in terzo luogo, peccano parimente contro di esso, quei, che danno credito agl’Indovini, a Vagabondi, alle Zingane, e all’aspetto delle Stelle nelle cose, che dipendono dal libero arbitrio.

DOMANDA: Ci spieghi ora, cosa sia il peccato della Magia?

RISPOSTA: È un’arte insegnata dal Demonio; 1. per fare cose, che paiono miracolose, e non lo sono; 2. per far male ad altri nell’anima; 3. per nuocere al corpo. Nella 1. forte peccano quei, che per superbia, o per avidità di limosine, vogliono far miracoli, andare in estasi, fingere rivelazioni, spiegare la Scrittura Sacra; e tutto per opera del Demonio. E questi tali propriamente si chiamano Maghi, li quali esercitano la Magia. Nella 2. forte peccano le Fattucchiere, che pretendono fare maledette amistà, e introdurre laidezze, e sozzi amori nell’anime, con la Magia, che si chiama: Malefizio Amatorio. Nella 3. forte, peccano ancora con la Magia, che si dice: Malefizio Ostile, o Nemico, le Streghe, e gli Stregoni, che cagionano del male or nella roba, ora nel corpo, ed ora nella vita; e tutto ciò per opera del Demonio.

DOMANDA: Che rimedi si potrebbero usare contro i Malefizi?

RISPOSTA: Sogliono alcune donne usare, contro le Streghe alcuni rimedi, che ancor essi sono Superstiziosi; e per volersi liberare dal Demonio, introdotto da altre, vogliono chiamarselo esse in casa; come sono, la scopa dietro la porta, le scorze delle uova, il sale sparso, gli aghi, le spille, e simili cose, che sono tutti rimedi vani, e peccaminosi. I veri rimedi sono quei della Santa Chiesa, cioè la frequenza de Santi Sacramenti, della Penitenza, per mettersi la persona in grazia di Dio; poiché, molte volte permette il Signore, che il Demonio prevalga sopra i peccatori; e durando la cagione, che sono i peccati, in vano si cerca di allontanarne l’effetto; e della, Santissima Comunione, mercecché non vi può essere accordo tra Gesù Cristo, e il Demonio: S. Maccario conobbe in una donna melefiziata, che una tal disgrazia l’era successa, per aver trascurato di comunicarsi per cinque settimane. Di più sono rimedi ancor essi efficaci gli Esorcismi della Santa Chiesa, l’uso dell’Acqua Santa, le Reliquie de Santi, gli Agnus Dei, il segno della Croce, e l’invocazione del nome di Gesù, e di Maria, de Santi Angeli Custodi, e dei Santi, e l’Orazione unita al digiuno.

DOMANDA: Qual è finalmente il peccato della Vana Osservanza?

RISPOSTA: Quando si spera qualche effetto con mezzi, per altro leciti, ma poco proporzionati, e senza connessione con tale effetto; e questi mezzi non sono stati instituiti né da Dio, né dalla Santa Chiesa; e si adoperano tali mezzi, credendo, che la cosa abbia da succedere. Sia per esempio: patisce uno il male, dell’Itterizia, che in Sicilia chiamiamo, Zaffara, sorta di malattia cagionata da spargimento di fiele; e si chiamano certe donne medichesse dell’Inferno, che a dicendo certe orazioni gli tagliano di sopra il filo, col quale prima an misurato l’infermo. In tal caso si pecca sempre mortalmente contro questo precetto, così dall’infermo, come dalla medichessa. Imperocché, qual connessione ha il filo tagliato, per purificare il sangue contaminato dal fiele nelle vene? dunque una tale azione è superstiziosa, e v’intercede il Patto Implicito col Demonio. (Tomo II, pp. 242 e ss.).

 

      Gioia – Salute – Prosperità

 

 

 

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