La filosofia e le società segrete in una qualche maniera si sono sempre date man forte nella storia non solo del pensiero. Per cercare di comprendere alcuni, se non tutti, i fenomeni della storia si è obbligati a volgere lo sguardo ai filosofi ed ai settari. La storia dei secoli XVIII e XIX, sia essa Storia o micro Storia non può prescindere dallo studio della Filosofia e della storia delle Idee, se questo è ben chiaro agli storici di professione meno chiaro appare agli occhi degli appassionati di teorie del complotto e agli amanti del mistero a tutti i costi.  

Non è questa la sede per approfondire, ma a solo titolo di esempio filosofia e società segrete hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo delle idee socialiste, come quelle per i diritti dell’uomo o alle libertà individuali che con tanta facilità oggi siamo disposti a demandare ad altri.

Parlare di società segrete significa occuparsi di una molteplicità di discipline: storia, diritto, filosofia, religione, culti misterici, ritualistica, letteratura e via dicendo. Studiare le società segrete appoggiandosi ad una sola di queste materie significa inevitabilmente non cogliere la pienezza di quanto queste hanno da dirci. È vero che la maggior parte delle svariate conventicole, sette e società segrete apparse nel territorio italiano durante il Risorgimento sono una copia con tendenze politiche, rivoluzionarie o reazionarie delle maggiori società segrete quali ad esempio Carboneria e Massoneria (la Massoneria era una società segreta oggi non lo è più), ma in queste è possibile trovare elementi sia originali sia di involontaria spiegazione di alcuni “processi” insiti nelle società segrete Madri.

I settari e filosofi spesso avevano in comune la ricerca della conoscenza. Le idee della filosofia entravano nelle sette e dalle società segrete, la filosofia ritrovava le sue origini ermetiche anche quando affermava la Ragione sacrificando il sacro. I filosofi, i letterati, i poeti spesso erano iniziati alla stessa società segreta ed avevano modo di confrontarsi con modelli diversi dai loro abituali schemi di pensiero.

I settari, uomini unititi dal vincolo di un giuramento, un rituale, una promessa da sempre nella storia prima di tutto hanno avuto il coraggio di lavorare su se stessi e rischiare del proprio per affermare idee, poco importa fossero blasonati cavalieri o sconosciuti stallieri. Basta guardare le sentenze ad i processi contro i rivoluzionari del Risorgimento per accorgersi che vi si trova di tutto: nobili, intellettuali e locandieri, ogni genere d’uomo è presente. Cosa ha cercato e trovato questi uomini all’interno delle società segrete, cosa che non poteva essere trovato nel mondo comune?

Nelle società segrete hanno trovato la possibilità di conoscersi, di poter lanciare il loro cuore oltre i dogmi delle religioni e della politica, hanno trovato la fatica della ricerca, la soddisfazione dei piccoli risultati malcelati dietro occhi scintillanti. Hanno trovato quel segreto che non è il segreto dei romanzi, ma il segreto indicibile, perché non si può dire, della loro propria natura. È certo che questo vale particolarmente per le società di stampo Tradizionale ed ermetico, ma se a cascata qualcosa di queste è rimasto anche in quelle più propriamente politiche, è inevitabile che in minima parte anche nelle società segrete più politiche o reazionarie qualcosa è restato anche se non colto. Le società segrete e la loro storia sono in una qualche maniera un enigma che deve essere ancora svelato, un insieme di collegamenti formanti un filo rosso nella storia che deve essere spiegato.

Per dirla con le parole di Giovanni de Castro:

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Per acquisire il diritto di amare, di trionfare nell’amore, bisogna odiare il male; echi non cresce a questa scuola non può serbarsi né libero, né felice, né amante.

Ogni società segreta è una pallida famiglia di vendicatori. Quegli uomini sono stretti da infrangibile giuramento; i loro riti si direbbero il programma dello sterminio; ma la loro amicizia è tenera e soave. Guardateli in viso; scuri e smorti: ma parlate loro della patria, della libertà, della verità, e il loro volto si rasserena, ride d’una luce ineffabile.

Il Mondo Secreto vol. I

Il più importante degli studi sulle società segrete è lo studio dei loro statuti e rituali. Senza la conoscenza di questi se ne potrà tratteggiare solo una storia superficiale, non si potranno penetrare le più profonde origini. Nei riti troviamo espresse le idee che muovono la società segreta, spesso idee nascoste in miti o in usanze così desuete che già trecento anni or sono erano antiche e se ne era persa memoria. Gli statuti non solo sono la regolamentazione delle attività e dei rapporti tra i settari, ma ad una attenta analisi riportano il disvelamento di alcune azioni rituali e riportano consuetudini antiche di centinaia di anni se non di millenni. A questo proposito basti pensare alle massoniche votazioni con le palline bianche e nere già presenti nella Carta di Bologna (Statuta et ordinamenta societatis magistrorum muri et lignamiis) del 1248, dove al posto delle palline si utilizzavano le fave bianche e nere.

Queste poche righe vogliono essere uno sprone per i molti appassionati di società segrete e misteri di non fermarsi al primo libro o alla prima teoria che trovano su un social network. Queste righe, e quelle che seguiranno, vogliono provare a fornire gli strumenti per separare fantasiose e simpatiche teorie degne di un buon romanzo dalla storia e dalla conoscenza. Alle volte si possono trovare più misteri ed intrighi nella Storia Vera, ma ci vuole pazienza e spesso un lavoro noioso per svelarli e comprenderli.  

Gioia – Salute – Prosperità

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