Ricordati che la verità è nella guerra

La guerra verso se stessi ed il cadavere dell’Occidente

 

Memento                                                                                                                                                       [Marzo 1937?]

 

A partire da adesso la tua gioia

Calpesterà e avvilirà il tuo riposo,

il tuo sonno e persino le tue sofferenze.

Ricordati che la verità non è

Il suolo stabile ma il movimento

Senza tregua che distrugge tutto ciò

Che sei e tutto ciò che vedi

 

Ricordati che

la verità è

nella guerra

 

Non avrai pace prima

D’esserti fatto riconoscere come

Un uomo che reca in sé una speranza

Abbastanza grande per esigere tutti i sacrifici.

Tale memento ti rappresenterà, ora

Che non hai più pace da aspettare

Da te stesso.*

 

Le parole di Bataille, sono forti – è il periodo del College de France e soprattutto sta giungendo il tempo di Acéphale: la Rivista, la Società Segreta della quale in un altro luogo parlerò – sono parole chiare quasi visionarie.

La guerra è uno stato permanente del cercatore del vero. Non è forse l’innamorato di Sophia – tanto il filosofo quanto il poeta tanto il cabalista quanto il ricercatore senza tregua – in un permanente tormento? Tormento d’amore e di guerra, guerra spietata, primariamente contro sé stesso. Come da tutte le guerre si resta segnati non importa esser vinti o vincitori.

Cosa ne sa il nostro secolo della guerra e del coraggio? Cosa ne sanno i cadaveri figli di una generazione di zombie della vita e delle sue pulsioni? Cosa ne sa il morto moderno della libertà? Una inciviltà che è pronta a farsi mettere sotto controllo fisico, psichico ed emozionale pur di sentirsi sicura, una inciviltà di deboli destinati a non lasciar traccia, una società di già estinti.

La scomparsa del Sacro e dell’Eros hanno condannato l’Occidente alla morte, la superficialità lo cancellerà nel breve.

Seppur debole, quasi invisibile da qualche parte ancora arde la fiamma sacra della speranza, unico pilatro che non può cedere, unico soffio vitale che potrebbe rianimare i cadaveri, può morire Dio [Fede], posso crollare e scomparire i regimi di qualunque colore e la <<filosofia sociale>> [Carità], ma Speranza no! La speranza seppur ridotta, quasi ad una fredda ombra, è pronta ad incendiare una nuova generazione di guerrieri, di combattenti, di uomini che non temano la loro virilità e di donne che non abbiano paura della loro femminilità. Atena urlante, o Iacco (con il grido rituale iakche) ipostasi di Dionisio ad Eleusi o Dioniso Bromio se si preferisce. L’urlo sacro e l’urlo di guerra, che è sacra soprattutto quando è mossa contro sé stessi. L’urlo del neonato, urlo di vita e l’urlo di chi si prepara a morire per nascere ancora. Speranza attende uomini così, uomini che non temano il giudizio dei morti che camminano sotto il sole.

Gioia – Salute – Prosperità

Leone-firma-piccola

 

 

Immagine presa dalla rete

*In Georges Bataille, La congiura Sacra, Bollati Boringhieri, Torino 2008