Perseveranza, una non recensione

Non recensione a Salvatore Natoli, Perseveranza, Il Mulino, Bologna 2014

 

È un’ora improbabile che precede l’alba, lo scrosciare della pioggia è un invito a rimettermi sotto le lenzuola ed abbracciare il cuscino per dormire. La tentazione del non fare è un richiamo di Sirene a cui è difficile non rispondere. Lasciarsi andare, abbandonare, abbandonarsi, a fronte di un insuccesso piccolo o grande è spesso la soluzione più immediata. Troppo. Facile sarebbe scivolare nella Nauseadi Giampaolino: Ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione.

Non senza fatica, vado a prepararmi il caffè, con la moka, perché anche per il caffè ci vuole tempo e una tazza gialla, ho bisogno di sole, di luce, mentre la caffettiera è sul fuoco, mi aggiro come spettro, illuminato solo dalla luce della lampada che è sulla scrivania, tra i ripiani della mia libreria. Per le 9.30 deve essere pronto un articolo e non ho la più pallida idea di cosa scrivere, soprattutto non ho il desiderio di farlo. Voler essere, provare ad essere uno scrittore, un articolista, un blogger o più semplicemente un artigiano del pensiero significa essere un lavoratore, soprattutto significa possedere una qualità, una qualità il cui nome è quasi dimentico: perseveranza. A dire il vero e per usare un’altra parola desueta la virtùdella perseveranza dovrebbe essere una costante di ogni essere umano. Ascolto il borbottare della caffettiera che ben si coniuga con il mio umore, mi giro per andare in cucina e spegnere il fornello, nel movimento con la coda dell’occhio scorgo impilato tra libri da leggere o studiare un volumetto pieno di post-itgialli: Salvatore Natoli, Perseveranza, Il Mulino, Bologna 2014.

Il caffè è pronto, lo verso nella tazza gialla, ne gusto pochi sorsi per poi lasciarlo raffreddare e berlo con calma dopo aver fumato la prima sigaretta. Momento magico di solitudine il primo caffè, un momento per fare pace con il mondo e con sé stessi. Fumo guardando la pioggia attraverso i lampioni, maledicendo l’umidità e cercando in qualche oscuro cassetto del mio essere la volontà e la forza per venir fuori dall’accidia. Spenta la sigaretta, rientro in casa, prendo la tazza gialla con il caffè e torno al tavolo da lavoro. Apro Perseveranza, in un paio d’ore è finito. Ritrovo le annotazioni, riemergono i ricordi, avevo comprato il libro perché pensavo mi potesse essere utile per due progetti: 1) un lavoro interpretativo sui simboli e rituali della Massoneria; 2) per un seminario sulla consapevolezza e lo sviluppo della persona. È stato un buon acquisto, un libricino pieno di tesori e utile per ben più dei due motivi primi per cui lo avevo acquistato. Un libro che dovremmo leggere in molti, un salvagente in una società sempre meno umana.

Mi accorgo di non aver parlato a fondo e nel dettaglio del libro, in fondo non volevo farlo, questa è una non recensione, ma te lo consiglio: è una lettura che non ti deluderà.

Puoi leggere questo post ascoltando questa canzone di Guccini: 

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Gioia – Salute – Prosperità

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Immagini: a) copertina del libro Perseveranza b) caffettiera verde, foto mia. 

 

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