Un giorno qualsiasi tra sogno e alchimia

 

È uno di quei giorni in cui nessun posto è il posto giusto. Parto e mi muovo nell’immaginario tra Firenze, Glasgow, Venezia, Cosmopoli, Londra, Napoli, tra il passato ed il presente. Non è possibile star fermi in un giorno qualunque Quasi per caso, come un refolo di vento in primavera, in un autunno che ricorda ancora la salsedine dell’estate, mentre vago in un paio di logore scarpe comode incontro Lei: Maria, Mary, Sophia, Iside, Myriam. Senza parole i nostri occhi raccontano un’emozione pronta per Per essere esaltata nel Fuoco. Il fuoco ha molte possibilità, è la passione che distrugge come la fiamma che arde e non brucia, è l’amore. Nel fuoco, cantato nelle foglie di questo autunno bisogna bagnarsi per una catarsi che non può non venire che dagli antri più profondi dell’esserci. Nel labirinto è il caleidoscopico turbinio è nel centro del tifone la fissità. Hermes è Benedicente, è padre e figlio. Lei sfiora la mia mano, un tocco più intenso di un amplesso e quel corpo che è casa nell’ora, nella speranza, dell’agognato ritorno, la vedo sparire nel disordine del centro all’ora di punta. Poi la sua voce, quasi ad intonare una canzone:

Mary briefly soundeth forth

 Strange things like Thunder round the Earth.

 She with two Gumms makes the Bottome stay

 What else would fly away.

 Three things if you three hours attend

 Are chained together in the End.

 Mary the Light of dew, and Art has got

 In three hours to tye the Knot.

 Pluto’s daughter, it is she

 Who bindeth Loves confederacy

 Joyned with three seeds she does aspire

 To be exalted in the Fire.

(Maria la Profetessa)

Gioia – Salute – Prosperità

Leone-firma-piccola

 

 

immagine presa dalla rete

John William Waterhouse – La Belle Dame sans Merci (1893)