Intervento al convegno organizzato dal S.O.M.I. a Marino (RM): La Massoneria è morta viva la Massoneria.

 

In questo video vi propongo l’intervento tenuto a Marino (RM) lo scorso 10 giugno contenete in parte il racconto di un capitolo del mio ultimo lavoro Guida alla Massoneria, viaggio nei misteri dell’iniziazione, Odoya 2017. Un coacervo di provocazioni e speranza nel tentativo di focalizzare l’attenzione su temi non sempre dibattuti o dati troppo spesso per scontati. La Massoneria è morta viva la Massoneria, fa parte di una “trilogia” di capitoli all’interno di Guida alla Massoneria, gli altri due sono: La Massoneria non esiste e il Futuro della Massoneria. Morte e rinascita sono due parole chiave, due idee, due esperienze proprie di ogni contesto iniziatico e quello muratorio è principalmente, essenzialmente, un luogo iniziatico. Al di là della storia e della filosofia spicciola al binomio morte rinascita deve essere aggiunto un terzo elemento senza il quale l’intero edificio rischierebbe di crollare: l’Amore. Commemorando il trecentesimo genetlìaco della nascita della così detta Massoneria moderna, più propriamente della massoneria inglese, non si può non commemorare la sua morte. La Massoneria è morta, muore in una forma per assumerne una diversa. Oggi per i massoni del globo terraqueo vi è una opportunità irrinunciabile: il futuro. Non più, o non solo, sguardi ad un passato importate, ma, soprattutto, uno sguardo al domani; sguardo, che deve divenire visione. Solo un visionario potrà essere in grado di ideare prima, progettare poi e in ultimo provare a realizzare la cattedrale dell’umanità intera. Non vuote celebrazioni delle opere dei maestri, ma sfide tese a superarli, lavoro indefesso e improbo per sognare e creare una umanità diversa e migliore. La tensione, lo streben, deve essere tutta alla conoscenza ed al miglioramento consapevole dell’essere umano. Se questo si realizzerà, allora potremo finalmente dire: La Massoneria è morta, viva la Massoneria!

Gioia – Salute – Prosperità

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