L’alchimia dalla sua origine sino al secolo XIV e LA COMPOSTELLA: Opera di Frate Bonaventura D’Iseo Dissertazione di Gabriele Rosa a cura di Greta Fop e Michele Leone

 

Pur risentendo della prospettiva positivista e della volontà dell’autore di collegare l’alchimia alla scienza medica o farmaceutica, vi sono degli aspetti che non possiamo non prendere in considerazione. Tra i vari insegnamenti e riflessioni che questa dissertazione offrono all’attenzione dei lettori troviamo quello di un possibile approccio allo studio delle così dette scienze occulte. Che vengano definite scienze occulte, Philosophia Hermetica, discipline esoteriche o ermetismo oggi di massima vi è un forte pregiudizio verso queste discipline che tanto hanno dato alla storia del genere umano; causa prima, nella contemporaneità, di questo pregiudizio sono gli stessi cultori di queste materie. Basta fare un giro per le librerie o sui social network o guardare improbabili trasmissioni televisive per comprendere che il problema non dipende da queste discipline o scienze, ma dai loro sostenitori spesso affamati del denaro degli ingenui o di un “mi piace” donato da chi ne sa meno di loro. Il problema dei fattucchieri pronti a spillare denaro agli ingenui è vecchio di qualche migliaio d’anni, mentre quello del “mi piace” è assai più recente e di massima segue le stesse regole della contemporaneità: tutto, subito a basso costo e con nessun impegno o quasi. Questo problema e questa critica non sono alla rete in se per se, in quanto internet è una rivoluzione straordinaria ed una possibilità di conoscenza quasi infinita per chi non si ferma “alla prima cantina”. Il problema, o gran parte del problema, consta nei modelli educativi in cui la nostra Patria, per evocare un concetto caro a Gabriele Rosa, ha investito negli ultimi cinquanta anni, ossia da quella presunta rivoluzione culturale che ha prima portato al “voto politico” e poi tradendo le sue intenzioni iniziali ha abbassato l’asticella della cultura e dei valori anziché occuparsi e preoccuparsi di portare ogni singolo individuo a saltare una asticella sempre più alta.

Tornando alle così dette discipline occulte una prima considerazione è d’obbligo: cosa è la magia e cosa è il mago?  Il mago nell’antichità, prima ancora della nascita della filosofia greca era considerato un sapiente e/o comunque un sacerdote. Non potendo e non volendo fare una storia della magia o della sua visione dopo gli studi e le scoperte dell’antropologia e delle varie scienze moderne, basterà ricordare che il Ramo d’oro di Frazer è stato pubblicato nel 1890. Se prendiamo per valida questa semplicistica definizione del Mago come sapiente e conseguentemente della magia come una scienza che cerca di esplorare l’universo che è interiore ed esteriore all’essere umano, avremo prima dei pregiudizi l’idea che coloro che si occupano di Magia o delle così delle scienze occulte sono dei ricercatori assetati di sapere. Questa essenziale premessa è necessaria per provare ad avvicinarsi all’argomento di questa dissertazione senza pregiudizi. Ho già detto che l’autore è fortemente influenzato dalla volontà di voler attribuire all’alchimia la “maternità” o vicinanza alle scienze positive e dallo scopo di rendere un servizio all’Italia ed ai suoi spesso dimenticati illustri figli. Questa premessa è una possibilità, la possibilità di avvicinare il lettore ad un mondo troppo spesso occulto perché pochi hanno avuto l’intenzione o la possibilità di provare a portare un minimo di luce. Utili saranno le parole di Lucrezio: Et qui quasi cursores lampada vitae tradunt.

Rosa parte da due tesi: la prima è quella che l’alchimia come probabilmente la magia tutta altro non è che una forma primitiva di scienza ed antesignana della moderna alchimia. La seconda è che l’Italia è sempre stata centro di ricerca e sviluppo del pensiero e non ha mai scordato le sue gloriose origini. Non solo l’Italia, per il nostro autore, come per molti italiani, è importane restituire i fasti del passato anche alla sua terra d’origine, in quella sorta di sfida, di campanilismo che trova la sua origine nei Comuni  e nelle Signorie e che in una qualche maniera è ancora viva ai nostri giorni. Spesso purtroppo nella accezione più bieca dimentica di ogni nobiltà.

Un aspetto sul quale troppo spesso ci si sofferma poco e che gli alchimisti ed i frequentatori delle scienze ermetiche sono filosofi non nella accezione contemporanea del termine, ma è rilevante ed importante questa definizione, perché potrebbe essere il punto di partenza per future più precise indagini sia nel campo della storia del pensiero che di quella sul sacro e sul magico ed in ultimo su una ridefinizione della filosofia affinché torni alle sue origini più autentiche. Il lavoro del Rosa è utile da diverse prospettive, ma al di là della sua utilità è la stessa figura del nostro autore che deve essere riscoperta, non a caso il suo profilo è preso da un altro Ritrovato, il lavoro di R. PASQUALINO VASSALLO, Profili, Catania, Tipografia di Vincenzo Martinez 1882.

È stata aggiunta alla fine del volume una bibliografia minima, che non riporta i volumi citati da Gabriele Rosa, tra le altre cose di difficile reperibilità, ma vuole essere un supporto a quei lettori non avvezzi agli argomenti trattati in questo libro. La bibliografia vuole essere uno strumento per aiutare ad identificare alcuni testi che possano essere una guida a quanti vogliono avvicinarsi all’alchimia in particolare e alle scienze ermetiche in generale. Se pur minima, questa bibliografia non vuole essere di parte, ma offrire molteplici punti di vista sullo stesso argomento. In ultimo, in questa, sono presenti i libri citati dai curatori nelle note e quei volumi che in una qualche maniera hanno ispirato le idee che sottendono la ripubblicazione di quest’opera.

Per non dimenticare il lavoro di Gabriele Rosa e come si suol dire chiudere il cerchio, mentre queste pagine vanno in stampa è iniziata la preparazione per la riedizione de Il vero nelle scienze occulte, che riprende e completa la presente dissertazione.

Voglio unitamente a Greta ringraziare di cuore C.P. e M.T. per il loro prezioso supporto ed aiuto nelle traduzioni dal greco, latino e francese, per i loro consigli e punti di vista che più volte ci hanno fatto intraprendere nuove riflessioni che nei prossimi mesi troveranno una sistemazione organica e vedranno la luce. Devo ringraziare Greta senza la quale non sarebbe stato possibile dare alle stampe questo volume, senza il cui contributo dialettico molte idee non avrebbero potuto germogliare felicemente e senza la cui umiltà ed entusiasmo avrei forse dimenticato la gioia del lavoro prima di tutto verso per sé stessi e poi anche per gli altri.

Vi riporto il link per l’anteprima o acquisto del libro:  Gabriele Rosa, Alchimia

Gioia – Salute – Prosperità

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