Non recensione a Pavel A. Florenskij, Realtà e Mistero, Se, Milano 2013

Oggi più che un post, vi propongo una citazione da Realtà e Mistero di Florenskij, autore ultimamente occupa lo spazio delle mie letture e il tempo delle mie riflessioni. È importare ricordare che lo scritto da cui è presa la citazione nasce dalla relazione tenuta da Pavel nel settembre 1908 all’Accademia teologica di Mosca. Le radici universali dell’Idealismo, questo è il titolo della sua relazione nella quale arriverà a parlare del mondo contadino e delle sue relazioni con la natura e la conoscenza. Magia, natura e occultismo alla origine del pensiero di Platone? Forse alla origine della stessa filosofia. E la critica alla specializzazione che muove Pavel in queste pagine verrà ripresa ed approfondita in altri scritti. La citazione che riporto è evidentemente una provocazione, un memento. Lavorare sulla propria autocoscienza, tentare il disvelamento dell’esserci in una nuova alba della esistenza è compito ingrato, dove non può esistere il pre-concetto. Soprattutto non può esistere un Mago, un Occultista, che non sia Filosofo. La conoscenza è per tutti, pochi sono disposti a rinunciare alle scorciatoie o a nuove forme dogmatiche…

Da dove, tuttavia, ha egli (Platone) tratto il proprio pensiero sull’eros quale principio conoscitivo della filosofia? Di dove l’idea del contatto diretto, immediato con l’essenza stessa delle cose, con la loro anima misteriosa? […] Sono domande oscure. […] Chiedendosi <<di dove viene il platonismo?>> nonsi si domanda quali siano i legami e le influenze storiche che ne hanno determinato la nascita. In buona parte dei casi la spiegazione delle influenze storiche è impresa talmente oscura e disperata da determinare più d’una violenza sulla storia. C’è, tuttavia, un’altra possibile interpretazione di quel <<di quel>>, vale a dire: <<Da quali dati della coscienza? Dove, questi dati, si sono manifestati nella loro trivialità originaria? E dove invece sono più vividi?>>.

Se converrete con me nell’impostare il problema in questa maniera, la mia risposta sarà semplice e concisa: <<Nella magia>>. È questa l’unica parola in grado di risolvere la questione platonica. Oppure, nel caso prediligeste un termine più moderno, useremo <<occultismo>>. [1]

Più avanti riprendendo il concetto di scienza Florenskij dice:

L’ideale del sapere integro, che Platone tracciò con tale e tanta chiarezza, ormai non guida la scienza nemmeno quale kantiana idea normativa. L’umanità non si occupa più di Scienza, ma di scienze; non di scienze, anzi, bensì di discipline. Questioni fortuite si radicano nella mente al pari di una suggestione, dunque la mente risulta soggiogata dai suoi stessi frutti e si perde il contatto con il mondo. Morbo di questo secolo, la specializzazione, il pensiero monotematico, miete più vittime della peste o del colera.

L’azione corrosiva dell’atomismo risulta vieppiù evidente in altre sfere. In quanti – troppi! – credono che la natura altro non sia che terra, foreste, campi e fiumi senza alcun legame reciproco? E quanti – troppo pochi! – riescono a vedere la foresta oltre gli alberi? Per quanti la <<foresta>> non è solamente un sostantivo collettivo o una personificazione retorica – dunque mera finzione – , ma anche qualcosa di unico di vivo? La mia domanda vi lascia perplessi? Eppure l’unità reale è l’unità dell’autocoscienza. E allora torno a chiedere: quanti oltre la foresta colgono l’anima viva del bosco, lo spirito del bosco, il folletto della foresta?”[1]

[1] Cfr. P.A. Florenskij, Il significato dell’idealismo, a cura di N. Valentini, Rusconi, Milano 1999, p.122: “Ma noi, uomini del xx secolo che quasi abbiamo perso la capacità di vedere l’unità e oltre agli alberi non siamo più capaci di vedere un bosco, noi, per comprendere di nuovo questa unità del genere, dobbiamo riscattare con il pensiero l’insufficienza della nostra vista”.

[1] Nel suo significato originario, occulto (dal latino occultus, <<nascosto>>) rimanda alla <<conoscenza di ciò che è nascosto>> o anche alla conoscenza delle realtà soprannaturali, spesso in opposizione alla conoscenza del mondo visibile. Il significato moderno del termine è spesso tradotto in modo errato intendendo un <<sapere nascosto>>, una conoscenza riservata a pochi. Questo studio di una realtà spirituale più profonda non può essere compreso usando puramente la ragione o la scienza materiale.

Gioia – Salute – Prosperità

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