Esoterismo occidentale in cinque ipotesi

Esoterismo occidentale: come delimitare il campo di ricerca secondo Antoine Faivre

 

Esoterismo occidentale, esoterismo, ermetismo, scienze occulte sono parole, spesso usate come sinonimi e nel guazzabuglio di esperti, operatori energetici, maghi maghetti e stregoni date senza un metodo. Come fare un po’ d’ordine? La risposta, per me, è sempre la stessa: studiare, studiare e poi studiare ancora. Uno dei problemi che incontra lo “studente delle scienze ermetiche” è l’assenza di una “pedagogia dell’occulto o dell’esoterico”, pedagogia che potrebbe in certi contesti non esistere o non essere sufficiente; ma diviene necessaria per porre un po’ d’ordine e dare chiarezza e luce. Per fortuna le cose in qualche modo stanno cambiando, si sa che certi cambiamenti sono lunghi e cambiare una mentalità o sradicare la superficialità è cosa faticosa e lenta.

In Ermetismo ed esoterismo avevo iniziato ad accennare al problema. Negli ultimi anni in forma pubblica o privata ho provato ad iniziare un’operazione di divulgazione.

Oggi ti riporto una citazione da un intervento di Antoine Faivre sulla parola “esoterismo” e i suoi usi, scopo della citazione è sia aiutarti a chiarire un po’ le idee su questa parola sia fornirti uno strumento per poter indirizzare le tue ricerche con metodo.

Distinguiamo schematicamente cinque ipotesi, che indicheremo di seguito con i numeri (1), (2), (3), (4), (5). Le prime quattro vertono essenzialmente su correnti che si pensa di poter identificare cin quanto tali e, pertanto, sul discorso che esse illustrano. (1) e (2) hanno in comune il fatto di limitare il campo al periodo che si estende dall’alba del Rinascimento ai giorni nostri; ma mentre in (1) “occidentale” comprende le sole correnti situate all’interno della cultura cristiana (in senso lato), in (2) questo aggettivo comprende anche altre correnti, specie quelle che appartengono alla sfera islamica o ebraica (come la kabbalah ebraica o il sufismo). Nel caso (1) si tratta soltanto di studiare l’influenza di queste ultime su quelle che rientrano nella sfera cristiana. Quanto a (3) e (4), hanno in comune di riguardare le correnti esoteriche occidentali comprese in un lasso di tempo molto più ampio, che va dalla tarda Antichità fino ai giorni nostri. Ma mentre in (3) “occidentale” si intende come in (1), (4) estende il campo di ricerca a tutte le correnti coperte da (2).

Riassumendo, “esoterismo occidentale”, inteso come un insieme di correnti, si declina secondo quattro modalità, a seconda che tali correnti siano dette:

 

  • Moderne, ma situate unicamente nella sfera culturale cristiana in senso lato (escludendo dunque, per esempio, le correnti specificatamente ebraiche o islamiche).
  • Moderne, sia che facciano parte della sfera culturale cristiana, sia che si situino al di fuori di essa (per esempio quelle specificatamente ebraiche o islamiche).
  • Presenti lungo l’intero corso degli ultimi venti secoli, ma situate esclusivamente nella sfera culturale cristiana in senso lato (escludendo dunque, per esempio, le correnti specificatamente ebraiche o islamiche).
  • Presenti lungo l’intero corso degli ultimi venti secoli, compre quelle (per esempio quelle specificatamente ebraiche o islamiche) che sono situate fuori dalla sfera culturale cristiana.

 

L’ipotesi (1) corrisponde al modello operativo proposto intorno al 1990 dal relatore, e più o meno nella sua scia si iscrivono gli approcci dei “generalisti” dipendenti da (1) e anche da (3). Al campo teoricamente coperto dalla Direzione di studio dell’E.P.H.E. (cfr. supra) corrisponde (1). Sulla scelta di (3) si basano, per esempio, il Dictionary of Gnosis and Western Esotericismapparso nel 2005, e la rivista “Aries. Journal for the Study of Western Esotericism” che ha cominciato a uscire nel 2001. L’esperienza mostra che la coesistenza di (1) e (3) non pone problemi semantici e programmatici di rilievo. Di fatto, essi convivono piuttosto felicemente, tanto è vero che esistono, nei primi quindici secoli, delle correnti che presentano somiglianze evidenti con quelle del periodo detto moderno, e che molte tra le correnti dette “moderne” si situano nella sfera di influenza di quelle più antiche. Quanto a (2) e (4), il loro rapporto con (1) e (3) è ben più problematico. D’altro canto, a causa dell’estensione del campo che ricoprono, tendono entrambi, se non proprio a debordare in una quinta ipotesi, quanto meno a favorirne l’esistenza.

Secondo (5), in effetti, non si tratta tanto di intendere con “esoterismo occidentale”, o anche con esoterismo tout court, un insieme di correnti identificate come tali, bensì piuttosto di trovare, là dove si pensa di scoprirla, la presenza di certi atteggiamenti o progetti di ordine filosofico (in senso lato) come, per esempio, <<la ricerca di una conoscenza assoluta>>, o la presenza di certi <<processi del discorso>> di cui si tratta allora di studiare le modalità di funzionamento e di circolazione. Per il suo orientamento risolutamente “etic”, (5) si distingue anch’essa (come le altre 4) dalla scuola fenomenologica e si distacca da ogni essenzialismo. Essa estende comunque il modo considerevole il campo dell’”esoterico”, dal momento che per sua stessa natura finisce per spingere a praticare una forma di comparatismo in materia di Scienze Religiose o di Filosofia, e allo stesso tempo annette al proprio territorio molti scenari che le prime quattro ipotesi non comprendono; inversamente e logicamente, ciò che dipende da queste in materia di autori o di correnti rischia di trovarsi relegato in secondo piano o taciuto.

Antoine Faivre, La parola “esoterismo” e i suoi usi: presentazione di bouquets variopinti di significati, in Forme e correnti dell’esoterismo occidentale, Medusa, Milano 2008, pp. 23-25.

 

Nella speranza di farti cosa gradita ti riporto il link alla definizione di esoterico presente nella Treccani (Enciclopedia on line)

 

Gioia – Salute – Prosperità

 

 

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